Il Tirreno

Pontedera

Teatro Romano, il caso finisce in Parlamento

di Francesca Suggi
Teatro Romano, il caso finisce in Parlamento

Dopo la cena-denuncia contro il degrado, il senatore Pd Marcucci presenta un’interrogazione urgente per avere proposte di rilancio dal Ministero

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VOLTERRA. Un sos che parte dal tavolo di una cena-denuncia da cartolina al Teatro. Si amplifica negli appelli “Salvate il Teatro Romano” del critico d’arte Philippe Daverio e dell’attore Dario Fo. Prende forma nell’interessamento congiunto di Comune, Regione Toscana e Soprintendenza. Per racchiudersi in un’interrogazione urgente destinata al ministero dei beni culturali Lorenzo Ornaghi e arrivare direttamente in Parlamento grazie all’interessamento del senatore Pd Andrea Marcucci, sottosegretario ai beni culturali del secondo governo Prodi.

C’è grande interesse intorno alla più grande testimonianza dell’impero romano in Toscana. Luci accese da colui che al tesoro volterrano deve il nome del suo festival internazionale che quest’anno compie 10 anni, Simone Migliorini che proprio per le condizioni di emergenza in cui versa il monumento, quest’anno per la prima volta è stato costretto a far traslocare la rassegna in altre location. A lui si deve la cena-denuncia a cui, tra gli altri, hanno partecipato Luca Nannipieri, noto saggista ed opinionista dei quotidiani Il Giornale ed Europa, Aurelio Gatti, direttore dei Teatri di Pietra, il sindaco di Volterra Marco Buselli, il vescovo di Volterra Alberto Silvani, Elena Sorge della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, Alessandro Furiesi direttore della Pinacoteca comunale, il direttore del museo Guarnacci Fabrizio Burchianti e altri operatori culturali della città. «Il ministero dei beni culturali – scrive Marcucci - deve intervenire con un piano di recupero: il Teatro Romano di Volterra è uno dei siti più importanti del paese e il suo restauro può essere una grande operazione di promozione turistica e culturale. Il caso di Volterra è emblematico delle opportunità non sfruttate dall’Italia, abbiamo un bene archeologico di straordinaria importanza che giace nel degrado, spero in un intervento del ministero Lorenzo Ornaghi». Si chiede di sviluppare un progetto speciale con il coinvolgimento delle strutture periferiche del ministero e delle soprintendenze. Nessuno si tira indietro. E come sottolinea il sindaco, è importante unire le forze perché un comune, da solo, con le risorse che ha (poche) non ce la può fare. Eppure quel tesoro, oggi oggetto di lavori di restauro alle colonne con tanto di rimozione di massi ormai terminati (c’è ancora tanto da fare), costruito probabilmente da Vitruvio, il più famoso architetto di tutti i tempi sta a cuore a tutti. «Nannipieri ha auspicato la creazione di una Fondazione dei beni archeologici di Volterra – sottolinea Sorge – dovrebbe essere a gestione pubblica con il coinvolgimento di privati e sponsor per avere a disposizione maggiori contributi per la valorizzazione del monumento a cui tutti teniamo».

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