Il dolore
Quella pietra bianca che stregò i D’Asburgo
Al via il nuovo tour L’alabastro dei viaggiatori: palazzo Viti apre le porte e mostra i suoi tesori
VOLTERRA. Un tour che si addentra nell’universo dell’alabastro, e che unisce la storia della città degli Etruschi con quella dell'arte più caratteristica del Colle etrusco e della zona.
Questa in sintesi è la kermesse “L’alabastro dei viaggiatori: storia e curiosità della pietra di Volterra”, organizzata dal Consorzio turistico di Volterra e della Valdicecina.
«La punta di diamante dell’operazione è la torre pendente», entra nel merito il numero uno del consorzio, Paolo Paterni. Oltre alla torre pendente e altri miracoli in alabastro di nuovo in mostra sul Colle fino al 4 novembre in piazza San Giovanni, salone espositivo ex ospedale civile, il programma prevede pure un giro in compagnia di un alabastraio volterrano, scelto a rotazione fra coloro che, dentro la propria bottega, continuano a portare avanti un mestiere millenario: prima uno sguardo al maestro dell’alabastro all’opera e alle sue tecniche di lavoro; e poi l’escursione all’interno di palazzo Viti, una delle dimore più antiche e prestigiose del Colle, già set di “Vaghe stelle dell’Orsa” di Luchino Visconti. «Giuseppe Viti – da cui la villa prende il nome – era un commerciante e facoltoso imprenditore, uno dei più illustri “viaggiatori dell’alabastro”», spiega Paterni.
Già, perché la sua passione era andare in giro per il mondo, alla ricerca di oggetti eseguiti in oro bianco volterrano. Fra i clienti più illustri anche il fratello dell’imperatore d’Austria Ungheria e re del Messico, Massimiliano d’Asburgo. «Viti, recatosi in India, divenne molto amico del raja, che lo nominò emiro del Nepal. Massimiliano gli commissionò dal Messico due grandi candelabri in alabastro, ma il rampollo asburgico fu fucilato prima di poter saldare il conto. E adesso quegli oggetti sono esposti dentro lo stesso palazzo». Giuseppe abbandonò quindi l’India sotto pressione governatorato di Sua Maestà britannica, e ritornò a Volterra, suo luogo natio. Dove, ormai divenuto ricchissimo, si acquistò una casa principesca in cui depositare tutti i tesori recuperati. «Dopo la visita al palazzo, è prevista la merenda, annaffiata dal vino locale, in compagnia dell’alabastraio che durante l’escursione ha fatto da guida», prosegue Paterni. Il viaggio avviene ogni martedì, fino al 18 settembre, alle 16.30 (quindi oggi). Il ritrovo è davanti alla sede dell’ufficio turistico, e costa 18 euro.
La prenotazione è obbligatoria, e occorre rivolgersi allo 058886099 o mandare un’ email a info@volterratur.it.
Jacopo Paganelli
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