Il Tirreno

Pontedera

«Popolo omosex, qui da noi nessun problema per sposarsi»

di Francesca Suggi
«Popolo omosex, qui da noi nessun problema per sposarsi»

Valdera, Valdarno, Lungomonte: i sindaci si dimostrano aperti e rispettosi dei diritti civili, oggi negati «L’amore non ha genere, l’Italia è in ritardo: servono normative serie e lo Stato deve muoversi»

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PONTEDERA. Chissà se l’appoggio di mister president Usa Obama alle nozze gay c’entra qualcosa. Di sicuro, anche se la bucolica campagna della Valdera è ancora lontana dal diventare cornice dei baci appassionati dei due cow boy del film Brokeback mountain, comunque in provincia batte un cuore molto friendly. Che guarda al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso come una tappa prossima, obbligata. «L’amore non ha genere, serve una riflessione seria a livello globale, normative ad hoc che una società aperta e civile deve avere», non ha dubbi il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi.

E così, in una Toscana sempre più pride, con una parata di istituzioni che sfilano a Viareggio per i diritti degli omosessuali, con un presidente della Regione, Enrico Rossi, che ha approvato una legge contro l’omofobia, con l’assessore regionale Cristina Scaletti che celebra dieci matrimoni “fittizi ma simbolici” tra coppie gay, ecco che anche la provincia di Pisa fa la sua parte.

Almeno manifesta i presupposti necessari per aprire a un arcobaleno di diritti per la tribù Lgbt (acronimo di lesbica, gay, bisessuale, transgender). «Rispetto e tolleranza prima di tutto, chi si oppone mi deve spiegare il perché», tuona il capo della giunta di S. Maria a Monte David Turini. Tra chi guida i Palazzi, qualcuno conosce pure il primo fumetto targato Marvel che celebra un matrimonio omosex. «Per me la gente deve fare quello che sente, la riflessione che faccio è un’altra, i diritti civili e sociali a queste persone vanno riconosciuti seriamente e i registri delle unioni di fatto sono solo simbolici», dice la sua il sindaco di Lorenzana Gianluca Catarzi.

Non ha dubbi Juri Taglioni, a capo della giunta di Vicopisano. «Due persone che si vogliono bene devono essere ufficializzate». Stessa linea per Filippo Fatticcioni da Capannoli. «La libertà dell’essere umano non può essere ostacolata dallo Stato, mi auspico una svolta legislativa, dopo di ché da pubblico ufficiale non avrei problemi». D’accordo anche Giorgio Vannozzi da Casciana, Francesca Mancini da Chianni e Carlo Carli da Fauglia. «Sono per la libertà, da noi ci sono 4 coppie di fatto». Si sgombra il campo anche da Crespina: «Non avrei alcun problema a celebrare nozze di rito civile tra persone dello stesso sesso, anche se sono contrario alle adozioni perché guarderei all’interesse del bimbo» Sul fronte del Valdarno, Osvaldo Ciaponi sindaco di Santa Croce rivendica la forza della ragione e delle leggi. «Se ci fosse una legge, non farei certo obiezione di coscienza». Stessa apertura anche da Vittorio Gabbanini da San Miniato. Ricordato, un po’, per il suo “gran rifiuto” - motivato - rispetto alla richiesta di sposarsi da parte di due sue concittadine, Barbara e Michela, fatta nei mesi scorsi. «Le regole attuali non lo permettono».

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