Attenzione
Notte bianca, un cacciucco di musica
VOLTERRA. Poca gente, soprattutto residenti. Negozi aperti che scarseggiano e forse non troppa promozione dell’evento, con parti della città che come al solito rimangono fuori dal circuito della...
VOLTERRA. Poca gente, soprattutto residenti. Negozi aperti che scarseggiano e forse non troppa promozione dell’evento, con parti della città che come al solito rimangono fuori dal circuito della movida. Queste sono le critiche che abitué, commercianti e turisti fanno alla prima notte bianca della città etrusca.
Che la serata fosse sotto tono si può già immaginare dall'aperitivo. Infatti oltre ai soliti avventori del sabato sera, c'è poca gente in più per il corso della città. « Gli altri anni già prima di cena in via Guidi (via Matteotti ndr) non si passava, oggi non c'è nessuno», racconta sconsolato un barista. Dopo cena la situazione non migliora. La critica maggiore e più frequente della notte bianca volterrane è un evergreen e riguarda la gestione della musica.
La questione gira tutto intorno ai generi, alle distanze e ad un mettersi d'accordo che che sembra non raggiungersi mai.
A distanza di pochi metri si passa dalla musica progressive, al pianobar, dal latino americano al blues, per non dimenticare il classico pop.
Gruppi dal vivo, dj e animatori che si, garantiscono varietà di generi, ma che messi tutti insieme generano alto volume e tanta confusione.
Le polemiche circolate negli ultimi giorni intorno alla Pista, chiosco bar all'interno del parco del Bastione, fanno certamente da cassa di risonanza richiamando giovani anche dai paesi vicini. Con centinaia e centinaia di ragazzi che allegramente ballano al ritmo della discoteca fino all'una e trenta. La conclusione come ormai accade da tre anni a questa parte è a Docciola: dove Borkkia e la sua Big Band fanno ballare e divertire tutte le generazioni di nottambuli chetirano tardi fino quasi alle 5 di mattino.
Piacevole scoperta il Palazzo Ricciarelli, aperto per la prima volta alla città.
Un palazzo storico, messo a disposizione dalla famiglia Dello Sbarba, unica eccezione, insieme alla certezza del gruppo astrofili, che in piazza Martiri della liberta, ha fatto alzare gli occhi al celo, abbandonando la mediocre essenza terrena e sognare le stelle.
R.R.
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