Il Tirreno

Pontedera

Parco fluviale sull’Arno il progetto di Montopoli

di Giacomo Pelfer
Parco fluviale sull’Arno il progetto di Montopoli

Dagli spazi verdi alla rete di sentieri, fino all’attracco del battello a S. Romano Il sindaco Vivaldi: «È una zona che abbiamo voluto rimettere al centro»

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MONTOPOLI. Un’area verde dove passeggiare, fare sport, e magari alloggiare in strutture turistiche. È il futuro che il nuovo regolamento urbanistico di Montopoli immagina per la fascia pianeggiante lungo l’Arno. «Una zona che abbiamo voluto rimettere al centro», dice il sindaco Alessandra Vivaldi. Nasce così il progetto del parco fluviale.

Un’area da valorizzare, distesa tra la piana alluvionale dell’Arno e dei suoi affluenti, che un giorno, nell’idea dell’amministrazione, dovrà ruotare attorno a un complesso ricettivo e congressuale da far sorgere sui ruderi dei cosiddetti “ex stalloni”, di proprietà Coop, a pochi passi dalla fattoria Varramista. Nato da un’idea dell’architetto Giovanni Maffei Cardellini, il progetto prende il nome di Parco dell’Arno e delle quattro bocche, in riferimento ai quattro affluenti che attraversano il territorio di Montopoli: Chiecina, Vaghera, Ricavo e Bonello.

«L’idea è quella di una valorizzazione, recuperando l’esistente – spiega il sindaco – per creare un’area dove passeggiare e fare sport, che sia attrattiva anche a livello turistico». Il progetto prevede un sistema di percorsi e sentieri lungo i corsi d’acqua, che partendo dall’Arno si inoltrano fino ai piedi dei centri storici. Un sistema di collegamento pedonale e ciclabile, legato anche all’arrivo del battello sull’Arno, che in futuro dovrà raggiungere San Miniato facendo scalo anche all’altezza della stazione di San Romano.

«Un’area che è parte dell’Arno, con un rischio idraulico elevato – dice l’architetto Nicola Gagliardi, dirigente del settore assetto e utilizzazione del territorio –, ma è giusto che i cittadini possano apprezzarne il valore naturalistico». Al centro di tutto ci sarà il vecchio allevamento di bovini conosciuto come gli “ex stalloni”, ormai in abbandono da 30 anni, con i ruderi ben visibili dalla Fi-Pi-Li.

«Una struttura collocata in un punto strategico, vicina allo svincolo della superstrada - spiega Gagliardi – per la quale abbiamo previsto uno sviluppo ricettivo e congressuale». Una strada obbligata, che il Comune ha messo nero su bianco per la riqualificazione di un complesso controverso, oggi in mano alla Coop, che in passato aveva suscitato appetiti e contrasti per una possibile riconversione a residenziale o commerciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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