Il dolore
E sui buoni pasto il Comune avrebbe risparmiato 2.500 euro
È solo una curiosità, ma vale la pena per capire le ricadute che hanno, nel concreto, i provvedimenti che il governo Monti ha preso in questi giorni, sul tema dello spending review. Una delle...
È solo una curiosità, ma vale la pena per capire le ricadute che hanno, nel concreto, i provvedimenti che il governo Monti ha preso in questi giorni, sul tema dello spending review. Una delle “contrazioni” riguarda i buoni pasto per i dipendenti del pubblico impiego: non dovranno superare la quota di sette euro l’uno.
Il Comune di Pontedera, che ha deciso di sostituire il servizio mensa, rivolto ai suoi dipendenti, con i buoni pasto (lo prevede il contratto), proprio ieri l’altro, ha effettuato un acquisto di buoni pasto da consegnare ai suoi dipendenti.
Si tratta di una fornitura di cinquemila tickets dal valore nominale di 7,50 euro.
Quindi, già fuori quota di cinquanta centesimi se il provvedimento di Monti fosse già operativo (il costo ufficiale, poi, è inferiore, perché gli acquisti si fanno con uno sconto variabile: in questo caso ogni buono costa 6,31 euro al Comune).
Il costo complessivo è di 32,812 euro (al quale va aggiunta l’Iva).
Tornando alla curiosità, per capire quanto avrebbe speso in meno il Comune di Pontedera se, come previsto, avesse già dovuto rispettare la soglia massima dei sette euro, basta moltiplicare 0,50 euro per i cinquemila buoni pasto acquistati. Il risultato è assai semplice: l’amministrazione comunale avrebbe speso duemilacinquecento euro in meno.
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