Il dolore
«Un’eredità del passato il bilancio fragile»
Il capogruppo Pdl Ferraro mette in luce i punti deboli nei conti del Comune di San Miniato
SAN MINIATO. Le cifre non tornano. Il capogruppo Pdl non molla la presa sul bilancio del Comune di San Miniato, dopo i rilievi della Corte dei conti.
«Non è necessario essere esperti contabili per comprendere come il bilancio da anni sia assolutamente fragile, con evidenti squilibri strutturali, inchiodato da alcune grosse partite che si sono incancrenite negli anni – afferma Ferraro –. Il Comune da anni subisce e soffre un rapporto con il Consorzio Etruria a seguito del quale, oltre ad avergli ceduto ingenti patrimoni immobiliari e avergli versato milioni di euro a titolo di anticipo per lavori e opere pubbliche non concluse o non fatte, è costretto a versare annualmente e obbligatoriamente alla società centinaia di miglia di euro».
Il capogruppo Pdl parla di un «rapporto di sudditanza economica» del Comune rispetto al Consorzio. E snocciola l’elenco delle opere «già pagate e mai realizzate». Tra queste «il raddoppio del parcheggio del Cencione, l’apertura della via Sasso, la sede della farmacia comunale e quella dell’Ufficio anagrafe». E liquida il caso sul piano politico. «È vero che il pastrocchio dei rapporti con il Consorzio Etruria è cosa ereditata dall’attuale amministrazione e quindi ascrivibile alla responsabilità di altre amministrazioni. Ma è anche vero che dal dopo guerra ad oggi un unico partito ha governato il Comune di San Miniato, (Pci, Pds, Ds, Pd), e l’attuale amministrazione è sorretta da una maggioranza che fa capo a questo partito».
Tra i punti di critica i residui attivi e passivi, cioè crediti pregressi di anni e non riscossi e debiti pregressi di anni non pagati. «Dal 2001 ad oggi l’importo di tali residui ha navigato costantemente su cifre di 20, 30 e anche 40 milioni di euro per tipologia».
Tra i fattori che ingessano il bilancio comunale Ferraro mette in luce anche «la stipula di mutui a ripetizione, che nel 2009 avevano raggiunto la considerevole cifra complessiva di 21 milioni di euro, con un esborso annuale per rimborso rate di quasi due milioni di euro». Ma precisa che: «l’attuale amministrazione ha interrotto immediatamente la vecchia dissennata pratica di stipulare mutui in continuazione e non ne ha più stipulato alcuno». E sempre in tema di responsabilità conclude: «L’altrettanto dissennata pratica di creare ingenti residui attivi e passivi, cioè consentire la continua e costante formazione in bilancio di partite di dubbia esigibilità, mettendo in dubbio la tenuta degli equilibri di bilancio come dice la Corte dei Conti, per decine di milioni di euro è una infausta pratica ereditata dal passato, ascrivibile a precedenti amministrazioni».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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