Italia
Tubone, ultimo appello nel 2015 poi scattano le sanzioni della Ue
L’assessore provinciale Turini: «Se è valido dobbiamo partire subito, altrimenti serve un piano B» L’appello lanciato dal palco del convegno “Ripartire dai territori per uscire dalla crisi”
SAN MINIATO. L’obiettivo è fare presto, molto presto. Il limite è fissato al 2015, quando arriveranno a scadenza le deroghe dell’Unione europea per gli scarichi inquinanti oltre i limiti di legge. Da qui la necessità di riprendere in mano e rivedere il progetto “Tubone”, che appare ormai arenato nelle secche della crisi e della politica. L’assessore provinciale Graziano Turini lancia l’allerta dal convegno “Lavoro, sviluppo, qualità della vita”, che si è tenuto ieri al Centro studi “I Cappuccini” di San Miniato.
«Il 2015 è alle porte – ricorda –. Il Tubone è un progetto pensato per risolvere in modo semplice una questione complessa, elaborato però in un contesto diverso da quello che si è creato oggi». Quindi l’appello: «Dobbiamo rivederlo alla luce delle mutate condizioni. Se risulterà ancora valido dobbiamo partire subito, senza aspettare, altrimenti dobbiamo individuare un “piano B”, insieme a Regione e ministero dell’Ambiente, perché nel 2015 l’Europa si aspetta gli scarichi in regola. È in ballo il futuro del distretto, fatto di 30mila posti di lavoro fra diretti, indiretti e indotto».
Un invito alla responsabilità, che ha messo sul tavolo uno dei temi caldi per l’imminente futuro, in un convegno organizzato per analizzare la situazione del distretto e le sue prospettive. Ad aprirlo il sindaco Vittorio Gabbanini con il presidente della Provincia Andrea Pieroni e il presidente di Carismi Alessandro Bandini. Assente, invece, il governatore Enrico Rossi, inserito in programma per le conclusioni.
Governare i territori. L’assessore Turini ha elencato anche le attività sostenute dalla Provincia, indicando i quattro punti fermi per il futuro: «Lo sviluppo tecnologico grazie al Poteco, un codice etico per tutto il distretto, la centralità del lavoro stabile e della formazione, e infine una nuova governace, soprattutto con l’Unione dei Comuni, in vista del nuovo assetto istituzionale che si va profilando».
La competitività. Il tutto, rafforzando la competitività, come ricordato dal neopresidente del Consorzio Conciatori Giuseppe Volpi, in «un mercato sempre più ostico e complesso – afferma – dove il nostro distretto si mantiene su buoni livelli perché collegato alle fasce alte del settore moda. Il mercato obbliga alla qualità e a tenere il distacco sugli altri».
La qualità del lavoro. Una politica più orientata al lavoro è stato invece il tema dell’intervento di Domenico Contino, segretario di zona della Cgil, che ha ricordato i rischi che la crisi ha creato per la qualità e regolarità del posto di lavoro. «Dal 2008 – dice – il comprensorio ha perso 1.400 posti di lavoro. Dobbiamo combattere l’illegalità perché rischia di far saltare le aziende in regola: serve un codice etico per il distretto».
L’analisi del sindaco. «I dati del comprensorio – dice Gabbanini – mostrano che le imprese hanno colto la sfida in termini di qualità, innovazione e differenziazione. Affinché l’evoluzione continui, occorre dare sostegno alla formazione e all’aggiornamento. Il futuro delle nostre imprese dipende da come sapremo sostenere l’intero sistema».
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