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«Strangolati dagli appalti con il massimo ribasso»

SAN MINIATO. C’è tutta la difficoltà del momento nella critica di Michele Colombini, vicepresidente provinciale della Cna, nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Una difficoltà che coinvolge...

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SAN MINIATO. C’è tutta la difficoltà del momento nella critica di Michele Colombini, vicepresidente provinciale della Cna, nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Una difficoltà che coinvolge le piccole imprese del territorio, e in particolare quelle edili e impiantistiche, per le quali gli appalti pubblici sono l’unico salvagente in un mercato praticamente fermo. Un salvagente che fa acqua, però, quello degli appalti, beffato dalla logica del massimo ribasso che, quasi sempre, finisce per premiare aziende esterne, in arrivo da altre regioni, con ribassi impensabili per le ditte locali.

«È l’ora di superare la logica del massimo ribasso – dice Colombini -, mantenendo tra le ditte di zona i pochi investimenti che i Comuni possono sostenere. In un momento in cui il settore privato non investe le amministrazioni pubbliche sarebbero l’unica medicina per le nostre aziende. Invece, continuiamo a vedere gare d’appalto col massimo ribasso, vinte da imprese del sud, quando le stesse gare potrebbero essere fatte sotto soglia, fino a un milione di euro. È successo di recente per due gare varate dall’Unione Valdera, vinte da due imprese di Barletta e Ragusa con ribassi del 23%. Adesso siamo curiosi di vedere come saranno fatti i lavori. Di sicuro come Cna vigileremo. Le aziende locali, invece, garantirebbero qualità e tempi certi, ma soprattutto una ricaduta economica e sociale».

Colombini ricorda i problemi legati al Patto di stabilità, che «di fatto costringe le imprese a lavorare senza essere pagate, se non dopo lunghi anni di attesa. Infine il problema dell’accesso al credito». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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