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Pontedera

Poste, quindici uffici a rischio chiusura

Poste, quindici uffici a rischio chiusura

Il provvedimento entro dicembre: si va da Treggiaia a Soiana, da La Sassa a Isola di San Miniato

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PONTEDERA. Ora spunta anche una lista nera degli uffici postali.Quelli che, da qui a dicembre potrebbero essere chiusi.Nella sola provincia di Pisa sono 15: Cevoli di Lari, Lustignano di Pomarance, Sassa e Ponteginori, di Montecatini, Corazzano e Isola di San Miniato, Santo Pietro Belvedere di Capannoli, Casteldelbosco (Montopoli), Montefoscoli (Palaia), Coltano, Larderello, Treggiaia di Pontedera, Campo di San Giuliano e Soiana di Terricciola.

« Poste italiane prosegue imperterrita nel cammino senza freni verso la chiusura degli uffici postali creando disagi alle popolazioni di piccoli Comuni, frazioni e territori montani. Entro il 2012 oltre 120 uffici postali rischiano la chiusura.», hanno detto il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani e Ermete Realacci deputato (Pd), annunciando la lista nera delle località toscane in cui è forte il rischio di chiusura degli uffici postali. Si tratta di località dove il servizio, già oggi ha subito una riduzione degli orari. «Siamo giunti ad un malcontento generale intorno a Poste – ha commentato Oreste Giurlani – perché ormai non sono solo più i disservizi ad aumentare in modo preoccupante che si sommano alla situazione esistente già grave lamentata dall'utenza come la riduzione dell'orario di ufficio, la drastica riduzione del servizio di distribuzione della posta, ma ciò che spaventa ora è la definiva chiusura. Si pensi alle conseguenze soprattutto per i residenti anziani. Chiediamo che si intervenga di fronte alla pesante situazione che si prospetta in Toscana e siamo pronti a mettere in campo le forze necessarie per sviluppare percorsi alternativi in grado di contenere, per quanto possibile, il disagio che Poste sta creando. «Un conto è una giusta razionalizzazione – commenta Realacci – altra cosa è tagliare drasticamente dei servizi come gli uffici postali indispensabili per i cittadini, specie di quelli che vivono nei centri minori, che sempre più sesso vedono lesi i propri diritti di usufruire di un servizio pubblico di qualità. Ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico affinché – anche attraverso la promozione di una concertazione tra Poste Italiane ed enti locali – sia garantita l'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale».

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