La manifestazione
La morte di Mei in Parlamento
Interrogazione dell’onorevole Coscioni al ministro del Lavoro
SANTA MARIA A MONTE. Sbarca in parlamento il caso dell’incidente sul lavoro che è costato la vita all’operatore ecologico Gianfranco Mei. Morto investito da un’auto durante il servizio di raccolta porta a porta con gli asini spazzini a Santa Maria a Monte. Con l’intento di mettere la parola fine alle stragi sul lavoro, Maria Antonietta Farina Coscioni del Pd in un’interrogazione indirizzata al ministro del Lavoro chiede delucidazioni in merito alla «dinamica dell’incidente» e in particolare se «siano state rispettate le normative esistenti sul lavoro». Nel sollevare la questione, l’interrogante ricorda l’agghiacciante numero di morti sul lavoro che «nel solo mese di giugno se ne sono registrati 62 e dall’inizio dell’anno ben 310».
Si allarga il dibattito. A Roma si cercano risposte come a Santa Maria a Monte. Sul caso della morte del netturbino, investito da un’auto mentre stava raggiungendo il centro di Santa Maria a Monte per cominciare la raccolta dei rifiuti c’è un’inchiesta della procura di Pisa per omicidio colposo. Non ci sono dubbi che si tratta di un infortunio sul lavoro dovuto a un incidente stradale. E come tale dovranno essere accertate eventuali responsabilità, oltre a quelle del conducente della macchina, nella morte di Mei, 37 anni, che lavorava alle dipendenze della cooperativa Ambiente e servizi Valdarno, grazie a una borsa di lavoro del Sert.
Da parte sua l’Asl 5, in particolare la medicina del lavoro, conferma che si tratta senza ombra di dubbio di un infortunio sul lavoro.
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