Proteste
La giustizia si allontana dalla città
Decisa dal governo la chiusura della sede distaccata del tribunale a Pontedera: per le cause si dovrà andare a Pisa
PONTEDERA. Era in corso l’ultima udienza della giornata, quando, nell’ex palazzo pretorio, sede distaccata del tribunale di Pisa, a Pontedera, è arrivata la notizia: dal gennaio 2014- secondo il decreto discusso e approvato dal consiglio dei ministri - il tribunale sarà chiuso.
È la sorte che, secondo il disegno del ministro Severino, toccherà a 220 sedi distaccate di tutta Italia. Oltre a 37 tribunalini e 38 procure. La spending review non c’entra. Il decreto è stato discusso in maniera scollegata.Il provvedimento era allo studio, già da qualche mese. Ci stav lavorando un gruppo di esperti.
La notizia si è diffusa che era da poco passato mezzogiorno. Il giudice era in camera di consiglio. Stava decidendo una sentenza, proprio mentre i ministri decidevano la chiusura del tribunale.
Le reazioni degli addetti. «Ci sono ancora diciotto mesi prima che il provvedimento venga attuato», dice uno dei quasi venti impiegati che lavorano tra le cancellerie civili e penali e il centralino. È uno dei dipendenti arrivati a Pontedera in seguito alla chiusura del tribunale di San Miniato. «Ci spostarono qui – racconta – ora cominceremo a fare l’idea a Pisa, come nuova sede di lavoro».
Sono in tre, quelli che un trasferimento l’hanno già vissuto sulla loro pelle. «Speriamo – commentano – che almeno questa volta non ci mettano a inscatolare tutto il materiale da traslocare al tribunale pisano».
C’è chi è ancora incredulo. Chi cerca di esorcizzare la rabbia con una battuta. Chi, invece, quella decisione, l’aspettava da tempo. «Abito a Pisa – dice un’altra addetta della cancelleria – a due passi da quella che sarà la prossima sede di lavoro, se il decreto votato dal governo verrà attuato».
L’importanza? La raccontano i numeri. Dipendenti con l’umore diviso. Unanime, invece, quello degli amministratori che continueranno a combattere per far cambiare idea al governo. Loro pensano alle conseguenze della soppressione del tribunale. L’importanza della sede distaccata di Pontedera la raccontano i numeri della sua attività. È il punto di riferimento di ventidue comuni della Provincia di Pisa, per un bacino di utenza che sfiora i duecentodiecimila abitanti.
In un anno circa settecento udienze arrivano a sentenza per le cause penali e si superano le quattrocento sentenze per cause civili.
«Numeri – dicono ancora gli addetti, che fanno capannello nei corridoi a commentare le decisioni del governo – che sono superiori alla mole di lavoro di tribunali ritenuti più importanti, come Siena, ad esempio. E che non vengono toccati da questi tagli».
Carenza cronica d’organico. Ma c’è anche la consapevolezza che, la situazione attuale, non permetteva di lavorare in maniera adeguata: i diciassette dipendenti addetti alle cancellerie non bastano a far fronte al lavoro. E neppure i giudici. Adesso ce ne sono in servizio quattro, togati: tre per le cause civili, uno per quelle penali. Ma ci sono stati momenti anche di maggiore disagio, con udienze che - per carenza di organico – subivano degli slittamenti anche superiori ai docici, quindici mesi. Basti pensare che, nel civile, le cause pendenti sono quasi quattromila.
Sfuma anche il progetto Sozzifanti. E poi c’è anche l’altro aspetto, non di poco conto. L’amministrazione comunale, in accordo sia con i vertici del tribunale di Pisa, sia con quelli dell’ordine degli avvocati, proprio per dare una sede più adeguata al palazzo della giustizia di Pontedera, aveva individuato un’area (inizialmente nella zona di Sozzifanti) dove realizzare il nuovo tribunale. I lavori, fino a oggi, sono rimasti fermi per una serie di ostacoli, primo fra tutti il patto di stabilità. E adesso, anche quel progetto, con la chiusura della sede ospitata dal palazzo pretorio, decretata dal governo, sfumerà definitivamente.
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