Il Tirreno

Pontedera

bilancio e aumenti

Imu, Irpef e Tarsu: niente dialogo

I sindacati dei pensionati contestano le scelte della giunta Buselli

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VOLTERRA. Non c’è due senza tre. E il malumore tra i sindacati e le confederazioni dei pensionati sale per non essere riusciti, neppure quest’anno, ad avviare una seria contrattazione sociale con la giunta di Volterra prima dell’approvazione del bilancio. «In alcuni Comuni si sono già firmati dei protocolli d’intesa ed in altri è ancora in corso la discussione che, a quanto ci risulta, in molti casi porterà a positive conclusioni perché gli accordi sono in via di definizione», premettono. E arrivano alla nota dolente, tutta volterrana. «Nel caso di Volterra, purtroppo, non siamo potuti arrivare a nessun accordo neanche per quest'anno. Anche se il confronto sul bilancio c’è stato, non è stato possibile raggiungere un accordo perché su alcune questioni importanti le distanze tra le parti sono risultate insanabili». E vanno nei dettagli. «Prima tra tutte l’aumento dell’Imu sulla prima casa, che questa amministrazione vuole applicare rispetto alle aliquote indicate dal governo, sottolineiamo il fatto che Volterra è tra i pochissimi Comuni di tutta la Provincia, che attuerà una aliquota del 5 per mille sulle prime case, del 8,9 per mille sulle seconde case e del 10,6 per mille sulle case sfitte, contro le aliquote del 4 e del 7,6 per mille suggerite dal governo ed attuate dalla stragrande maggioranza dei Comuni, dove non è stata attuata nemmeno la differenza tra le case sfitte e quelle abitate. Altro aumento considerevole sulla addizionale Irpef con un ventaglio che seguendo gli scaglioni di reddito va da un minimo di 0,28% fino ad un massimo dello 0,8%, mentre fino ad oggi esisteva una aliquota unica dello 0,2%. Oltre agli interventi sull’Imu e sull’Irpef sulle quali come sindacati non siamo d’accordo, il Comune non ha nemmeno accolto alcune nostre proposte per creare due fasce di esenzione parziale sulla Tarsu per quelle pochissime categorie protette o che appartengono a fasce di reddito minimo». Nel piatto anche una nota positiva. «Abbiamo apprezzato l’incremento di 57mila rispetto al 2011 della spesa sociale e gli impegni assunti dal sindaco e dall’assessore al bilancio rispetto alla possibilità di intervenire nel corso del 2012, sull’Imu prima casa e sul sociale».

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