Sicurezza
La morte del netturbino è infortunio sul lavoro
SANTA MARIA A MONTE. Sulla morte dell’operatore ecologico investito da un’auto mentre stava raggiungendo il centro di Santa Maria a Monte per cominciare la raccolta porta a porta con gli asini...
SANTA MARIA A MONTE. Sulla morte dell’operatore ecologico investito da un’auto mentre stava raggiungendo il centro di Santa Maria a Monte per cominciare la raccolta porta a porta con gli asini spazzini c’è un’inchiesta della procura di Pisa per omicidio colposo. Non ci sono dubbi che si tratta di un infortunio sul lavoro dovuto a un incidente stradale. E come tale dovranno essere accertate eventuali responsabilità, oltre a quelle del conducente della macchina, nella morte di Gianfranco Mei, 37 anni, che era alla dipendenze della cooperativa “Ambiente e servizi Valdarno” grazie a una borsa di lavoro del Sert.
Intanto l'Asl 5 di Pisa, in particolare la medicina del lavoro, conferma che si tratta senza ombra di dubbio di infortunio sul lavoro dal momento che l'incidente è accaduto "in occasione di lavoro. Chiarimento doveroso visto che, dopo un primo intervento della medicina del lavoro sul luogo dell’incidente, poi le indagini sono state compiute dai carabinieri di Santa Maria a Monte che hanno effettuato i rilievi.
«Il personale dell'unità funzionale prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro della Valdera è intervenuto, a seguito chiamata da parte del 118», comincia a spiegare l’Asl.
In base al protocollo firmato tra la Procura Generale della Corte di Appello di Firenze e le aziende Usl della Toscana (13 dicembre 2011) "non sono oggetto di indagine (da parte delle Usl) gli infortuni in itinere e quelli stradali le cui indagini sono affidate ad altri organi".
Il personale del dipartimento di prevenzione della Asl 5 dopo consultazione telefonica con il magistrato di turno della Procura della Repubblica, verificato che l'infortunio era da «contemplarsi come un infortunio stradale e vista la presenza di personale dell'Arma dei Carabinieri, non ha ulteriormente proseguito nell'indagine». Sarà compito dell'unità funzionale prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro valutare le norme di sicurezza messe in atto dal datore di lavoro o legale rappresentante della ditta dell'infortunato, indipendentemente dalla responsabilità nel caso specifico; norme di sicurezza che si riserva di verificare. Il decreto prevede la valutazione dei rischi in base al lavoro svolto, in questo caso devono essere tenuti presenti i rischi di chi lavora sulla strada. I tecnici della Asl 5, nel caso l'infortunio si verifichi all'interno del luogo di lavoro, in quanto ufficiali di polizia giudiziaria, intervengono e rispondono alla Procura. Quando l'infortunio, come in questo caso, si verifica sulla strada gli operatori Asl possono intervenire in un secondo momento. E così hanno fatto.(s.c.)
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