Sicurezza
Tendone di nuovo sotto accusa
SAN MINIATO. Il tendone de La Serra tornerà di nuovo in consiglio comunale. Se ne parlerà nella prossima seduta, alla luce di un’interrogazione del gruppo Pdl, che chiede conto della “Sagra del fiore...
SAN MINIATO. Il tendone de La Serra tornerà di nuovo in consiglio comunale. Se ne parlerà nella prossima seduta, alla luce di un’interrogazione del gruppo Pdl, che chiede conto della “Sagra del fiore di zucca fritto”, organizzata sotto il tendone a cavallo della Festa della Repubblica fra il primo e il 3 giugno.
La struttura, realizzata dal circolo Arci in vista della futura Casa del Popolo, e dichiarata “abusiva” dopo un controllo degli uffici comunali, è stata requisita a febbraio dall’amministrazione allo scadere della conseguente ordinanza di demolizione.
Da qui l’empasse, con il Comune chiamato adesso a scegliere i soggetti cui delegare la futura gestione. Delega che il comune intende affidare nelle mani dei vecchi proprietari, scatenando le proteste dei consiglieri Pdl. Per adesso si è scelta la formula dell’affidamento temporaneo: la prima volta fra il 20 aprile e il 5 maggio, per consentire la Sagra del Baccello, e la seconda dal 25 maggio al 10 giugno per i già citati fiori di zucca. «Una vera e propria attività di ristorazione – lamenta il Pdl - , proseguendo di fatto in un’azione di sleale concorrenza». Nell’interpellanza, quindi, si chiede di sapere «in base a quali motivazioni è stato nuovamente concesso all’ex proprietà l’uso della struttura, e quale canone è stato chiesto ai richiedenti». Si sottolinea anche «l’inopportunità» della manifestazione in occasione della Festa della Repubblica, e un «atteggiamento contradditorio da parte del comune, che allo stesso tempo – si legge nel documento – nel mentre annullava le celebrazioni del 2 giugno per la grave calamità che ha colpito l’Emilia- Romagna, consentiva in proprie importanti strutture che il ricordo della nascita delle Repubblica venisse fatto a tavola, a colpi di fiori fritti di zucca». I consiglieri di opposizione, infine, tornano a reclamare una «regolamentazione sull’uso e l’abuso delle sagre, che in molti casi – dicono - si traducono in vere e proprie attività di ristorazione camuffate da attività di volontariato», e nel caso in questione, intimano di «evitare di far rientrare dalla finestra ciò che era stato tatto uscire dalla porta». (g.p.)
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