Il Tirreno

Pontedera

Solvay, arriva il tavolo tecnico

È la novità emersa dal primo incontro sull’accordo di programma in Regione

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VOLTERRA. E’ il tavolo tecnico la novità più significativa emersa dal primo incontro per l’accordo di programma sulla Solvay che si è svolto a Firenze.

Nei prossimi giorni saranno nominati i tecnici degli enti firmatari del protocollo ponte (oltre al Comune di Volterra che non ha firmato quel documento), i quali affronteranno i temi più delicati dell’intera questione, rapportandosi con gli esponenti istituzionali per un percorso che unisca le scelte politiche a quelle tecniche. Una delle priorità saranno gli scarichi in mare che Solvay effettua a Rosignano e che stanno proseguendo grazie a deroghe in scadenza il prossimo mese di ottobre. Un elemento che indica la volontà dei protagonisti di trattare la vicenda considerando tutta la Valdicecina, senza distinzione tra Bassa e Alta. «Abbiamo cominciato con il piede giusto – afferma il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni – perché argomenti specifici come, tra gli altri, la risorsa idrica, la salvaguardia di Saline di Volterra, gli scarichi a mare di Solvay saranno discussi con l’ausilio dei tecnici e degli organismi di controllo. Ma uno dei punti più importanti come le royalties, dovrà essere comunque affrontato, anche se non sarà facile ottenere che il denaro che Solvay e Atisale pagano allo Stato per lo sfruttamento delle concessioni passi ai Comuni». Un’idea diffusa tra i protagonisti dell’iter per l’accordo di programma è quella d’inserire nella discussione anche il cosiddetto “bacino pilota del Cecina”, un progetto ideato nel 2003 che prevedeva interventi di bonifica sul Cecina e sugli affluenti da mercurio, oltre alla realizzazione di impianti di depurazione, ma che non è mai stato portato a termine. Tra i “possibilisti” Martignoni e l’assessore provinciale all’ambiente, Valter Picchi. «Sarebbe una grande conquista – dice lo stesso Picchi, che lo scorso dicembre aveva scritto una lettera al capo del Governo, Mario Monti, a cui non è arrivata risposta, per chiedere che le royalties di Solvay e Atisale venissero pagate ai Comuni e non allo Stato – perché si tratterebbe di trovare una soluzione definitiva ai tanti problemi che affliggono la Valdicecina». Moderatamente ottimista rispetto alla partenza dell’accordo di programma, il sindaco di Montecatini Valdicecina, Sandro Cerri, spiega che «un aspetto da valutare è la possibilità di inserire nella discussione per l’utilizzo della risorsa idrica anche dell’uso agricolo dell’acqua del Cecina, visto che molte aziende che si affacciano sul fiume non possono irrigare».

Andreas Quirici

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