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Pontedera

La banca si sfila, l’outlet rischia di saltare

di Francesca Suggi
La banca si sfila, l’outlet rischia di saltare

Crespina: ribaltone tra gli imprenditori. Si cercano nuovi partner e intanto quei 600 posti di lavoro diventano un miraggio

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CRESPINA. Rivoluzione in corso nella cordata di imprenditori che avrebbe dovuto, ormai da un paio di mesi, dare le ali a quei 600 posti di lavoro a tempo determinato tra scaffali e griffe dell’outlet che verrà (a questo punto forse) in quel di Lavoria. Dall’operazione milionaria si sfila all’ultimo momento la banca austriaca Raiffeisen. Un pezzo da novanta a cui, con tutta probabilità, l’altro partner che resta, la Versilia Investimenti, chiederà i danni per le inadempienze commesse in questo percorso. Che a fine marzo sembrava avere tutti i presupposti per partire.

«Avevamo ottenuto i finanziamenti, noi come Versilia abbiamo già depositato le nostre equity, tutto era pronto per partire quando la banca ha deciso di ritirarsi dall’operazione a causa della situazione contingente di crisi che c’è in Italia», spiega ancora rammaricato Andrea Pirani, presidente e amministratore delegato della Versilia Investimenti con sede a Brescia, costituitasi ad hoc nel giugno scorso.

Il ritiro dell’istituto di credito senza dubbio mette in serio pericolo la realizzazione dell’intera cittadella delle griffe low-cost. «Noi da soli certo non la facciamo – premette l’imprenditore –, in queste settimana siamo in fase di contrattazione con altre realtà imprenditoriali, per cercare nuovi partner con cui portare avanti l’investimento».

Rammaricato ma fiducioso è Andrea Pirani. Cruciali saranno i prossimi due mesi: se da qui all’autunno, al massimo, non si troveranno partner quella boccata di occupazione e economia rischia di saltare. Con tutte le maxi prospettive che per anni la costruzione dell’outlet ha dato non solo al territorio crespinese, ma alla Toscana tutta. Senza considerare tutti quei curricula già arrivati al Comune di Crespina.

La realtà, infatti, è che quei permessi a costruire sono ancora nei cassetti degli uffici comunali. E che la strada probabilmente è più in salita del previsto.

Sulla carta, comunque, si tratta di un investimento ghiotto da 60 milioni di euro. Venticinquemila metri quadrati dove in 18 mesi dalla partenza degli agognati lavori, dovrebbe spuntare un borgo toscano vestito da outlet. Questo lo stile su cui si punta, all'interno di un'area complessiva di 256mila metri quadrati, con spazi verdi, specchi d'acqua, portici, a un tiro di schioppo dall'uscita della superstrada Fi-Pi-Li.

Sempre la Versilia, secondo i piani iniziali, si occuperebbe della commercializzazione delle brand.

«Avevamo già inviato 400 domande e delle tante aziende che ci hanno risposto ne abbiamo selezionate, al momento, un 40% di marche che contano di essere presenti a Lavoria: anche per gli effetti di queste scritture fatte la banca austriaca dovrà in qualche modo fare i conti», va nello specifico Pirani.

Il Pisa Outlet Village, a partire dal nome che lo lega alla città della Torre (ignorando il comune di Crespina), nasce con la necessità di far breccia su un bacino di clienti che va dall'interno della Toscana alla costa, sia quella labronica che quella versiliese.

Quella Versilia che a Pirani sta a cuore, tanto da dare lo spunto per il nome della società che fa da traino all'investimento.

«Sono molto legato a Forte dei Marmi dove ho una casa da anni», racconta. Tornando al core-business, l'imprenditore non nega di aver cambiato un po' il progetto iniziale della cittadella.

Dal canto suo, il sindaco di Crespina, Thomas D’Addona, resta a guardare. E a sperare in una nuova compagine che sia in grado di dare le gambe all’operazione su cui tanto lui, in prima persona e con la sua giunta, si è speso preoccupandosi della conformità urbanistica, degli step burocratici e politici da fare. «Quello che so per certo è che i permessi a costruire sono sempre nel cassetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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