Il dolore
Espropri congrui: i giudici danno ragione al Comune
Via Maremmana: un lungo iter giudiziario e un valzer di periti prima di arrivare alla decisione che la tenuta “La Cava” non può pretendere più di 27mila euro
PONSACCO. La Corte di Appello di Firenze ha determinato, dopo un lungo iter giudiziario da telenovela e un valzer di periti, l'indennità di esproprio dei terreni della “Fattorie Toscane”, che sono stati al centro di un esproprio effettuato dal Comune nel 2005. Secondo la sentenza della Corte di Appello, il Comune deve pagare la somma complessiva di 27.636 euro, cioè la stessa che era stata offerta dal Comune all’inizio della vicenda. La sentenza, accolta con favore dall’amministrazione guidata da Alessandro Cicarelli, ha condannato la stessa società a pagare al Comune di Ponsacco le spese processuali (15mila euro).
Un primo tassello di certezza nella complessa vicenda degli espropri effettuati dal Comune per rettificare e ampliare via Maremmana, la strada che collega la frazione di Val di Cava con Ponsacco. Il progetto risale addirittura al 2004 ed è servito a mettere in sicurezza un tratto della strada dove si erano verificati gravi incidenti stradali e che per questo era al centro di proteste da parte dei cittadini. Il nuovo tracciato però va a lambire un vecchio fabbricato della tenuta “La Cava”, che non ha mai accettato le indennità offerte dal Comune e ha impugnato più volte l’atto. Ecco in sintesi come è andata la battaglia giudiziaria. La tenuta “La Cava” impugnava una prima volta il provvedimento di indennità provvisoria con la richiesta di nomina di un collegio peritale formato da tre membri: un perito per ciascuna parte in causa ed il terzo nominato dal tribunale di Pisa.
A conclusione dei lavori, il collegio dei periti non trovava una decisione maggioritaria perché i tre periti stabilivano a titolo di indennità di esproprio e indennità varie aggiuntive tre diversi importi: il perito del tribunale di Pisa concludeva per un’indennità di 116mila euro.
Il perito dell’azienda agricola proponeva una indennità di 150.000 euro ; quello del Comune insisteva per una indennità di 27mila euro.
La tenuta “La Cava” non si riteneva soddisfatta, per cui impugnava la determinazione con ricorso in Corte d’ Appello a Firenze. Ecco che entrava in scena un nuovo perito che concludeva per una indennità complessiva di 140.217 euro . Quello dell’azienda agricola valutava il terreno 492mila euro. Il perito del Comune non si smuoveva dai 27mila euro.
La tenuta “La Cava” contestava ancora le perizie, la Corte di Appello nominava un altro perito, il quale concludeva per una indennità complessiva di 578 mila euro. Sarebbe stato un colpo per le casse del Comune. « A mio avviso – commenta il sindaco Alessandro Cicarelli – erano inspiegabili le conclusioni a cui è giunto quest’ultimo professionista, che ha proposto indennità aggiuntive. Comunque alla fine il risultato che a noi interessa è che sia stato riconosciuto il lavoro dei nostri uffici». Il Comune è stato citato in giudizio anche dai membri del collegio peritale nominato dal tribunale di Pisa che avevano presentato notule per 17mila euro, anche se non si erano messi d’accordo tra loro sul valore del terreno. Il Comune invece aveva riconosciuto loro 4mila euro di competenze. «Ma anche questo ricorso contro di noi non ha avuto esito», afferma Cicarelli.(s.c.)
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