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Pontedera

Più servizi per la Casa della salute

Più servizi per la Casa della salute

Potenziata la struttura a La Rosa di Terricciola grazie ad un accordo con i medici di famiglia dell’Alta Valdera

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TERRICCIOLA. Quella del distretto socio sanitario a La Rosa di Terricciola, già sede dell’Unità di cure primarie e oggi della Casa della salute, è un’esperienza unica nel suo genere e potrebbe fare da scuola. Un punto di riferimento (conta 19mila accessi all’anno) per oltre ventimila abitanti di cinque dei sei Comuni del Parco dell’Alta Valdera ad esclusione di Chianni. Un ambulatorio in grado di dare risposte di primo soccorso, di offrire il servizio di guardia medica, di curare patologie non particolarmente gravi evitando al cittadino di ricorrere al pronto soccorso. «Un servizio importante per i cittadini, in particolare per gli anziani – ha evidenziato il sindaco di Palaia, Alberto Falchi – che merita maggiori servizi anche in fatto di collegamenti. Bus navetta, per esempio, da mettere a disposizione di chi non può guidare l’auto».

Per potenziare il progetto e completare il servizio integrato tra medici di famiglia, guardia medica, medici dell’emergenza urgenza, specialisti, medici di distretto, infermieri e assistenti sociali, è stato firmato dall’Asl e dalla Società della salute un accordo con la cooperativa "La Rosa Salute" (composta dai medici di medicina generale dell'Alta Valdera che operano nell'ambito dei cinque comuni).

Questo progetto è l’evoluzione dell’Unità di cure primarie "La Rosa", avviato in forma sperimentale nel 2006, che ha raggiunto risultati significativi sopratutto nell’ambito del primo soccorso. Ora la Regione Toscana ha assegnato all’Azienda Usl 5 di Pisa il 70% del finanziamento ministeriale (circa 648.000 euro), riservandosi di assegnare il rimanente 30% (circa 278.000 euro) a seguito della presentazione di una relazione sui risultati raggiunti. La contiguità spaziale di tutti gli operatori del sistema socio-sanitario, che operano nel distretto, ha consentito – come è stato spiegato durante una conferenza stampa nella sede dell’Unione Valdera alla presenza del direttore generale dell’Asl 5 Rocco Damone e di amministratori e medici della cooperativa – di avviare l´integrazione tra le diverse figure coinvolte nella cura delle persone. Al cittadino viene garantito un servizio di primo soccorso 24 ore su 24 per 7 giorni settimanali, grazie ad una stretta integrazione tra i diversi professionisti che operano nel distretto ( nelle 12 ore diurne dei giorni feriali ed i prefestivi dalle 8 alle 10, medici di guardia medica nelle ore notturne e diurne dei prefestivi e festivi, infermieri, assistenti sociali, vari specialisti). I risultati raggiunti sono stati una buona risposta ai bisogni di salute percepiti come urgenti dai cittadini con una riduzione di accessi per i codici bianchi, celesti e verdi al pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera, rispetto agli altri ambiti territoriali della Valdera (nel 2011 la percentuale di accessi al pronto soccorso dell´ospedale Lotti per codici bianchi, celesti e verdi nelle ore diurne dei giorni feriali da parte degli assistiti in carico ai medici de La Rosa è stata del 9%, mentre per gli assistiti in carico ai restanti medici di famiglia della Valdera è stata del 14%).

I medici di famiglia della Casa della salute hanno partecipato, sin dalla fase pilota, alla sperimentazione del progetto della sanità di iniziativa mirato ad affrontare e gestire la cronicità delle malattie. È stato avviato un diverso modo di affrontare le patologie croniche basato su un lavoro di equipe tra varie figure professionali.

La Casa della salute lavora in collegamento con i reparti del “Lotti” ed in particolare sono attivi percorsi con i servizi diagnostici ospedalieri di radiologia e di laboratorio analisi e per urgenze con il pronto soccorso e con la cardiologia. Ciò ha consentito di ridurre, oltre agli accessi al pronto soccorso, anche i ricoveri ospedalieri. Inoltre, i medici di famiglia utilizzano un unico software e, attraverso adeguati strumenti informatici, sono in rete con tutti i loro studi periferici e la sede centrale della Casa della salute nonché con il personale infermieristico.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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