Sicurezza
I comitati uniscono i “no” contro l’impianto a biogas
Da Castelfranco a San Donato: la battaglia è destinata a diventare unica «Miasmi e disagi per quelle trincee di macerazione previste nel progetto»
CASTELFRANCO. Pirogassificatore e impianto biogas: due vicende che si assomigliano molto e che stanno facendo nascere un fronte unico dei comitati del “no”.
A “sposare” la battaglia contro il biogas è infatti Aurora Rossi, presidente del Comitato Antinquinamento di Castelfranco e leader della protesta contro il pirogassificatore.
«Nell’ultimo consiglio comunale – racconta Rossi – è stata posta al sindaco di Castelfranco una interrogazione se fosse o meno al corrente dello spostamento di due trincee dall’impianto a biogas di San Donato, dove dovrebbe sorgere, in tre appezzamenti di terreno all’uopo acquisiti dal proprietario, al confine tra Santa Maria a Monte e Castelfranco. Le trincee servono per far macerare e marcire il prodotto destinato all’incenerimento e quindi sono destinate anche a produrre miasmi e forti disagi alla gente che abita vicino. Il sindaco Marvogli ha risposto assai evasivamente di aver scritto una lettera al sindaco di Santa Maria a Monte per conoscere i fatti. Bene, nell’attesa che il sindaco Marvogli si informi, a noi del Comitato di Castelfranco questa cosa non va bene per niente, per questo ci schieriamo al fianco del comitato di San Donato nella lotta contro il biogas e nelle decisioni che vogliono intraprendere per impedirne l’installazione. È chiaro ormai che i sindaci non ci rappresentano più, perché o noncuranti di ciò che succede intorno a loro o sono e si dimostrano dalla parte del business e quindi tocca sempre di più a noi cittadini difenderci dalle aggressioni all’ambiente e alla salute. Costruire l’impianto a biogas nella zona di San Donato, era già sicuramente uno scempio ambientale, ora la Conferenza dei Servizi della Provincia, al fine di accontentare sia il comitato che è insorto che il proponente dell’impianto, ha deciso di collocare tre trincee sui nostri confini e questa è una vera vergogna».
Secondo il Comitato Antinquinamento, si è consentito ad un privato di comprare due lotti di terreno per collocarci le trincee «e questo lui sicuramente non lo avrebbe fatto se non avesse avuto certezze da qualcuno della buona riuscita del suo progetto«.
«Così, in silenzio, viene costruita velocemente – prosegue Aurora Rossi – una bella rotonda, a metà della Francesca bis. in apparenza per la gente, ma in realtà per i loro camion che verranno lì a caricare e scaricare. Così le nostre strade, già sovraccaricate per il traffico, verranno ulteriormente invase e deteriorate e l’inquinamento aumenterà perché destinate a far transitare ben 2.800 camion l’anno in più. Proprio recentemente l’Arpat ha ammesso che la nostra zona è critica per l’inquinamento, tanto che ultimamente ha rilevato uscite di idrogeno solforato, ma nonostante questo, si permette l’installazione del pirogassificatore alla Waste Reciclyng e l’impianto a biogas».
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