Sicurezza
«Traditi dalla voglia di far festa»
PONTE A EGOLA. Prima la festa, poi la retrocessione all’ultimo posto, con le grida di gioia che restano strozzate in gola. C’è grande amarezza nel rione Le Fornaci, dopo la squalifica inflitta...
PONTE A EGOLA. Prima la festa, poi la retrocessione all’ultimo posto, con le grida di gioia che restano strozzate in gola. C’è grande amarezza nel rione Le Fornaci, dopo la squalifica inflitta domenica al termine del venticinquesimo Palio del Cuoio. Troppo grande la voglia di far festa, che ha portato uno dei caratellisti a tornare subito sul campo di gara, quando ancora Giuncheto non aveva completato la propria corsa.
«Purtroppo il regolamento parla chiaro – dice il caporione delle Fornaci Francesco Combatti –. Abbiamo rivisto le immagini: l’invasione è avvenuta 5 secondi prima che Giuncheto completasse la gara, quando già eravamo convinti che fosse finito tutto. Non possiamo che accettare il verdetto, anche se fa malissimo perdere così, per una bischerata». Il rione bianco-azzurro, però, punta il dito comunque sul comportamento dei giudici: «Non hanno voluto farci vedere le immagini – racconta Combatti -: abbiamo potuto verificare solo dopo che il verdetto era già stato comunicato. Sono 5 anni ormai che, in una competizione o in un’altra, Leporaia arriva secondo e poi vince. Ci sarebbe piaciuto rivedere anche la corsa del caratello intermedio, vinto da Leporaia con Le Fornaci secondo, dato che, a quanto sembra, Leporaia avrebbe effettuato un cambio irregolare».
La consolazione, però, per le Fornaci, è arrivata dal minicaratello: «Una vittoria che mi riempie d’orgoglio in quanto allenatore – dice Combatti – soprattutto considerando che i miei ragazzi erano arrivati in piazza con tempi inferiori rispetto agli altri».
«Faccio un applauso ai nostri caratellisti – commenta la caporione di Leporaia Simona Lami –, e allo stesso tempo faccio i complimenti a Le Fornaci per l’ottima gara che hanno corso. Con la vittoria è stato ripagato l’impegno degli ultimi mesi. Per la gara del Palio quest’anno avevamo una squadra di ben 15 ragazzi: non è stato facile per l’allenatore scegliere i 6 da mandare in pista. Il bello del nostro rione è soprattutto questo: la partecipazione, il tifo e l’entusiasmo, che non mancano mai a prescindere dalle vittorie». (g.p.)
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