Il Tirreno

Pontedera

Tra campi di cereali e viti spuntano 800 posti stagionali

Tra campi di cereali e viti spuntano 800 posti stagionali

Rimane alta la fame di manodopera nel settore agricolo: lo annuncia la Cia di Pisa «I dati dimostrano che è l’unico comparto ancora in grado di dare occupazione»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Come una sorta di ammortizzatore sociale aggiuntivo, che porterà oltre 800 posti di lavoro stagionali nelle aziende della zona. Rimane alta la fame di manodopera nel settore agricolo del Valdarno e della Valdera. Lo annuncia la Confederazione italiana agricoltori di Pisa, che traccia, pur tra le mille difficoltà del settore, un quadro di opportunità e possibilità per il futuro.

Terra e lavoro. «Le prospettive lavorative sono buone – dice Stefano Berti, direttore della Cia di Pisa -, perché nonostante le difficoltà la produzione si annuncia di buona qualità. Discorso che vale tanto per i cereali quanto per il settore vitivinicolo, che richiedono un apporto di manodopera aggiuntiva. In questo momento i dati dimostrano che quello agricolo è l’unico settore ancora in grado di creare posti di lavoro nella nostra provincia. Nel 2011 i posti stagionali furono circa 800 fra Valdarno e Valdera: quest’anno siamo almeno sugli stessi livelli». «I problemi del settore sono soprattutto di natura finanziaria, con la difficoltà a reperire credito – spiega il vicepresidente Cia Pierfrancesco Rossi -. Ciononostante le aziende non chiudono, anzi, si registra una crescita di coloro che si avvicinano all’agricoltura dopo aver fatto tutt’altro nella vita, creando piccole aziende agricole e portando anche delle innovazioni nel settore».

Le nuove strategie. Il futuro del comparto, però, secondo gli esponenti provinciali Cia, passerà prima di tutto da una diversa strategia alla ricerca di nuovi canali di vendita. «Sono poche – afferma Berti – le aziende agricole che riescono a lavorare con l’export, tutte le altre sono costrette a muoversi su un mercato locale che è complicatissimo. Anche la filiera corta, di cui si parla spesso, è in realtà un passaggio molto complesso». Come spiega la presidente della Cia di Pisa Francesca Cupelli: «La vendita diretta è un bel messaggio, ma rappresenta spesso un sforzo insostenibile per la maggior parte delle aziende, nonostante si registri un aumento delle vendite». Da qui la ricerca di nuovi interlocutori, che facciano da intermediari fra agricoltore e consumatore. «Serve un accordo con chi lavora e vende i nostri prodotti – dice Berti -: un patto, soprattutto con le piccole botteghe, dove lavorano persone che sanno apprezzare e proporre i nostri prodotti. Soggetti che stanno crescendo sul territorio, grazie ad una maggiore consapevolezza alimentare. Un fatto di cultura, che la nostra associazione sta cercando di trasmettere anche alle nuove generazioni». Va in questo senso un recente bando del comune di San Miniato, alla ricerca di aziende agricole del territorio che manifestassero interesse a fornire prodotti per le mense scolastiche. «Una sorta di ricognizione, con richieste molto dettagliate – spiega Cupelli – che offre un’opportunità concreta alle aziende».( g.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web