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la cgil sul faccia a faccia di firenze

«Superare i campanilismi, serve autorevolezza politica»

VOLTERRA. Superare divisioni e campanilismi, con l’auspicio che l’incontro di oggi in Regione possa essere l’inizio di un recupero di un rapporto costruttivo tra istituzioni e di un metodo di lavoro...

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VOLTERRA. Superare divisioni e campanilismi, con l’auspicio che l’incontro di oggi in Regione possa essere l’inizio di un recupero di un rapporto costruttivo tra istituzioni e di un metodo di lavoro nel quale anche i sindacati e i lavoratori possano dare un loro contributo. La riflessione arriva da Sonia Antoni, referente Cgil per Volterra e Alta Valdicecina che guarda all’atteso appuntamento di oggi a Firenze, puntualizzando le tappe di questo percorso che non ha visto il coinvolgimento dei sindacati. «Ci sarebbe interessato capire, come organizzazione sindacale, con quale posizione le nostre amministrazioni siederanno al tavolo», giù con la premessa. Poi Antoni entra nel merito: «Consideriamo questo appuntamento assai rilevante dal punto di vista politico in quanto dopo un periodo assai lungo in cui la Solvay ha potuto effettuare uno sfruttamento assai intensivo delle risorse minerarie ed idriche del territorio, senza che questo producesse di fatto alcun beneficio per la zona dell'Alta Valdicecina, ora è necessario operare affinché questa azienda, attraverso un percorso condiviso muti radicalmente i rapporti col territorio, cercando di giungere ad un accettabile ed apprezzabile equilibrio tra interesse industriale e “attenzione” verso la zona. Il tragitto che oggi porta le istituzioni locali a sedere attorno al tavolo regionale, è stato caratterizzato da un confronto istituzionale e politico difficile, nel quale sono emerse posizioni divergenti tra le varie amministrazioni. Il risultato è stato quello che lo scarso coinvolgimento del territorio nella discussione e l'incapacità di fare sintesi, hanno portato le istituzioni ad un “accordo ponte “ sottoscritto a maggioranza e all'assunzione anche in itinere di orientamenti sulla questione idrica assai fluttuanti. La situazione che si è determinata manifesta una grave debolezza politica della zona nei confronti della multinazionale e nel contesto regionale», dice. E ancora: «Se la zona vuole tornare ad esprimere autorevolezza nei confronti dei suoi interlocutori, deve superare le divisioni e i campanilismi. Realisti e consapevoli che quello che l'Alta Valdicecina non ha avuto (e chiesto) per oltre 100 anni dalla Solvay , non potrà riscattarlo con un accordo di programma. Solo la volontà e la disponibilità ad un confronto serio nel merito delle problematiche anche aspro, ma finalizzato alla ricerca di una sintesi di contenuto e vero valore politico, può aiutare questa zona ad avere un peso al tavolo regionale negoziale e nell'accordo di programma».

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