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Napolitano s’informa sulle concessioni Solvay

Napolitano s’informa sulle concessioni Solvay

Alla vigilia del primo incontro di oggi in Regione sull’accordo di programma si registra l’interesse della presidenza della Repubblica che risponde al sindaco

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VOLTERRA. «La presidenza della Repubblica è entrata in azione sulle concessioni Solvay». Usa toni trionfalistici il sindaco di Volterra Marco Buselli, che oggi alle 15, in Regione, porterà sul tavolo della prima riunione sull’atteso accordo di programma anche la presa di coscienza del segretariato generale della Presidenza di Giorgio Napolitano rispetto alle annose questioni legate allo sfruttamento del territorio da parte della multinazionale belga, oggetto di una lettera che proprio il primo cittadino etrusco aveva inviato al presidente per sensibilizzarlo sulla vicenda legata alle royalties relative alle concessioni minerarie in Valdicecina.

Secondo Buselli, i circa 2 milioni di euro che Solvay paga allo Stato per poter estrarre sale dai siti estrattivi nel suo territorio (che «dal 1996 a oggi fanno una cifra di più di 30 milioni») devono rimanere sullo stesso territorio. La questione sarà affrontata oggi pomeriggio, quindi, in un incontro a cui parteciperanno anche rappresentanti del Ministero dell’Ambiente, oltre ai Comuni dell’Alta e Bassa Valdicecina e alle Province di Pisa e Livorno. «Questi soldi – scrive Buselli in un comunicato inviato a tutti mezzi di informazione, tranne che al Tirreno – non hanno visto nessuna ricaduta sul territorio, quando le concessioni, invece, sono qua. Se lo sommiamo all’occupazione mancante e alle criticità idriche e di sicurezza ambientale, pensiamo che sia giunta l’ora di trovare un accordo equo e giusto». L’idea di Buselli è abbastanza chiara. Ma si discosta, soprattutto nei metodi, da quanto pensano i colleghi di Montecatini (Sandro Cerri) e di Pomarance (Loris Martignoni). «Speriamo che il clima sia di confronto costruttivo – dicono Cerri e Martignoni – senza lettere al presidente della Repubblica o altre forzature, ma con l’obiettivo di portare a casa un risultato per la Valdicecina, tramite l’azione di politici e amministratori pubblici». Cerri aggiunge che, secondo lui, «la questione delle royalties esiste, ma dovrebbe essere gestita portando l’azienda a investire direttamente sul territorio». Un’altra è la risorsa idrica, l’eterno dilemma tra gli invasi di Puretta e Pian di Goro. Sulla carta il primo è il progetto realizzabile, visto che per il secondo «non c’è copertura dei 50 milioni necessari», come spiegato dall’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi. «L’importante è fare qualcosa per risolvere un’emergenza della nostra area – puntualizza Martignoni, che, per la questione legata ai livelli occupazionali in Valdicecina, intende capire quale ruolo può avere Atisale nella creazione di posti di lavoro –. Il mio timore è che non venga presa nessuna decisione, visto che Puretta è un progetto vecchio, gravato da due ricorsi al Tar e che non ha nemmeno un piano definitivo. Pian di Goro è altrettanto difficile, ma la nostra speranza è quella di poter ottenere un progetto a step che risolva il problema idrico una volta per tutte». Cerri su questo aspetto tiene buona la soluzione Puretta, anche se «l’opzione Pian di Goro potrebbe essere affrontata pensando a una realizzazione in più fasi».

Andreas Quirici

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