Il dolore
«Studio l’uomo nell’assoluto»
Roberto Cavosi svela il suo approccio con la drammaturgia
SAN MINIATO. Roberto Cavosi, voce di primo piano della drammaturgia cattolica, abile indagatore della polimorfica ricchezza espressiva legata ai miti della classicità in funzione di una loro rivisitazione nell’ambito del contemporaneo, ha creato il testo di “Anima errante” come parte della “Trilogia della Luna”(Ubulibri), di cui fanno parte il “Diario ovulare di Erodiade” e “Bellissima Maria”.
«Problematiche esistenziali e impegno civile sono sempre stati i due elementi che maggiormente hanno caratterizzato il mio lavoro», dice il regista-drammaturgo. «Un’insita sete di giustizia e libertà mi ha portato a confrontarmi con emigrazione, ghettizzazione, mafia o terzo mondo, intersecando pariteticamente l’aspetto umano a quello politico e sociale. Da qualche anno però, il bisogno di studiare l’Uomo in una dimensione più assoluta ha preso in me il sopravvento. Senza negarmi, ho affrontato il problema di una mutazione stilistica e contenutistica e in qualche modo ho aperto una grande stagione di sperimentazione personale, liberando i miei personaggi dalla “gabbia storica” in cui ero solito collocarli e facendoli correre “negli spazi illimitati del cosmo”».
«In Anima errante – conclude Cavosi –, la protagonista coglie il senso della vita attraverso un’accettazione subliminale della morte, in una struggente identificazione con la stessa Beata Vergine». (a.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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