Il Tirreno

Pontedera

85mila euro all’anno per archiviare gli atti

85mila euro all’anno per archiviare gli atti

Tanto ha pagato il Comune all’Unione dopo aver delegato questa funzione. La Lista Civica ha presentato un’interrogazione per capire le ragioni dei costi

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PONTEDERA. Il Comune spende 85mila euro per l’archivio comunale, cioè per tenere in custodia i propri atti, all’Unione della Valdera.

La cifra balza all’occhio appena si legge la determinazione con cui Pontedera liquida questa somma all’Unione Valdera come canone di locazione dell’archivio comunale. Con il graduale passaggio di funzioni all’Unione dei Comuni della Valdera, il Comune di Pontedera ha interessato l’Unione affinché provvedesse al servizio di archiviazione avendo a disposizione «spazi e servizi più consoni – questa la motivazione data alla spesa – alle nuove esigenze dell’amministrazione comunale».

L’atto, a firma del dirigente del terzo settore qualità urbana e manutenzioni, specifica che il servizio di archiviazione è stato trasferito all’Unione dal 2009 e che di conseguenza anche quest’anno occorre versare gli 85mila euro per consentire all’Unione la «opportuna e corretta gestione del servizio», che grava sulle tasche dei cittadini per circa 7mila euro al mese. Su questo argomento il consigliere comunale della Lista Civica Indipendente Alessandro Puccinelli ha deciso di capirci qualcosa di più rispetto a quello che si può leggere tra le tecniche righe dell’atto comunale. Partendo dal presupposto che il Comune abbia affidato il servizio all’Unione, che lo gestisce in maniera associata, per averne dei vantaggi, viene subito da chiedere quanto costava in precedenza tenere l’archivio comunale.

Così Puccinelli domanda qual era il costo sostenuto dal Comune per la gestione diretta del servizio. Chiede anche dove si trova l’immobile e qual è lo spazio fisico a disposizione del Comune di Pontedera per l’archivo. E ancora: qual è il beneficio economico che deriva dall’avere associato questa funzione e quali altri Comuni hanno associato la stessa funzione.

D’altra parte, la valutazione sulla necessità di associare funzioni (che avvengono tramite l'Unione o tramite convenzioni) non può prescindere dalla loro economicità. In questo caso non mancano i dubbi che si sommano a quelli espressi dal Comune di Crespina sui reali vantaggi dell’Unione. La lista civica spera che ci sia maggiore chiarezza su questo argomento. Chiederà dati oggettivi sul reale ruolo dell'Unione nell'economizzazione dei costi e razionalizzazione della spesa pubblica.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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