Il dolore
Ricorso al Tar del Comitato contro il via all’impianto
SANTA MARIA A MONTE. Anche a San Donato, come a Castelfranco, saranno i giudici del Tar ad avere l’ultima parola. Non c’è pace fra i membri del Comitato di Tutela Salute e Ambiente dal 25 giugno...
SANTA MARIA A MONTE. Anche a San Donato, come a Castelfranco, saranno i giudici del Tar ad avere l’ultima parola. Non c’è pace fra i membri del Comitato di Tutela Salute e Ambiente dal 25 giugno scorso, giorno in cui, con le dovute modifiche e prescrizioni, la conferenza dei servizi della Provincia di Pisa ha dato il via a procedere alla realizzazione dell’impianto a biogas.
Il progetto, seppur fortemente modificato sul fronte dello stoccaggio, con l’acquisto da parte dell’azienda di due lotti nella zona industriale di Ponticelli su cui verranno convogliati tutti i camion con il mais, il sorgo ed il triticale prodotti, non convince in nessun modo i membri del fronte del “no”, che giurano battaglia anche a mezzo carte bollate, con un ricorso ai giudici amministrativi.
«Entro il 3 luglio probabilmente avremo la pubblicazione ufficiale dei risultati della conferenza dei servizi – spiega il presidente del Comitato Williams Busdraghi –. A quel punto avremo due mesi per notificare la nostra volontà di ricorso. Nei prossimi giorni abbiamo già preso appuntamento con un noto avvocato amministrativista per valutare la cosa».
Emissioni, carico urbanistico e paesaggistico, distanze dal centro della frazione e condizioni di reperimento di terreni secondo logiche di filiera corta saranno, probabilmente, i punti fondamentali su cui il Comitato cercherà di dare battaglia. Elementi che dovranno essere integrati anche da osservazioni a carattere amministrativo e procedurale, trattandosi del Tar. Tutto questo senza risparmiare, anche in questo caso una stoccata polemica alla strategia attuata dal Comune di Santa Maria a Monte.
«Siamo sconcertati nel vedere come poco e nulla conta il parere e l’interesse della comunità – dice Busdraghi –. Come già avvenuto in passato, non c’è riguardo per la collettività, tutto è concesso per l’amministrazione se c’è di mezzo un ritorno economico». Che aggiunge: «Il Comune è letteralmente venuto in soccorso al proponente siglando un patto secondo il quale dovranno rifornirsi dei mancanti 145 ettari di insilato di mais e triticale nel territorio comunale di Santa Maria a Monte. Peccato che in tutta la provincia di Pisa gli ettari a insilato di mais siano appena 80. E voi dite che ne troveranno 145 solo nel nostro comune?». Tanti i dubbi del Comitato. «Chi controllerà che le materie prime provengano effettivamente dal nostro comune e non vengano prese altrove?», chiedono. E aggiungono: «Se poi il proponente le andasse a prendere dove vuole, con quale autorità agireste?». «Tutto questo senza dimenticare le insignificanti prescrizioni – conclude il presidente del comitato Busdraghi – che l’amministrazione ha richiesto al proponente del progetto in merito alle emissioni».
Nilo Di Modica
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