Il Tirreno

Pontedera

«Qual è il prezzo della guerra alla Solvay?»

L’assessore provinciale Picchi striglia il sindaco di Volterra in merito alla crisi idrica della zona

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VOLTERRA. «Il sindaco Buselli confonde la lotta alle multinazionali con la reale possibilità di recuperare risorsa potabile in Valdicecina». Così esordisce l’assessore all’Ambiente della Provincia di Pisa Valter Picchi, nel dibattito sulla penuria idrica, ricordando al primo cittadino di Volterra come già in precedenti occasioni sia stato sottolineato che «qualora Solvay interrompesse i prelievi dal campo pozzi di Cacciatina, nell’acquedotto di Volterra di quella riserva non potrebbe andare una goccia. E questo non lo impedirebbe la Provincia, ma l’Asl, perché quell’acqua contiene boro a livelli tali da non essere potabile. E allora dica chiaramente Buselli che, pur di far la guerra a Solvay, è disposto a dare acqua non potabile ai cittadini».

Picchi precisa che la Provincia è chiamata a vigilare sui prelievi che possano compromettere gli attingimenti idro-potabili e che «ha scritto a tutti i Comuni ed enti coinvolti circa la possibile necessità di imporre misure di riduzione o sospensione di concessioni di estrazione idrica in caso di criticità, invitando a segnalare eventuali abusi».

Nessuna comunicazione di situazioni sanzionabili «è giunta da parte del sindaco Buselli» fa sapere l’assessore. «In Alta Valdicecina non ci sono prelevamenti di rilievo, a monte di quelli idropotabili. Se interrompessimo gli emungimenti di Solvay a Cacciatina o di Altair poco a monte, a Puretta non avremmo una goccia d’acqua in più. In Val di Trossa invece potremmo intervenire su derivazioni non potabili a monte di quelle di Asa: peccato che agiremmo sullo 0,7% dei prelievi complessivi dal bacino del Trossa; e chi estrae il restante 99,3%? Asa. Insomma, tutto quanto il gestore idrico può captare, è già captato; e le grosse utenze non potabili sono a valle di quelle potabili e ricevono acqua che non può essere immessa nella rete perché contaminata da boro».

Caso Puretta. «Al momento è l’unica soluzione a portata di mano e soprattutto di portafoglio. Buselli dice che bisogna realizzare un invaso più grande, a monte? Finalmente una proposta sensata. Purché non sia alternativa a Puretta: altrimenti le crisi idriche in Valdicecina non si risolveranno per i prossimi 30 anni. Se poi al “Pian di Goro day” il sindaco riuscisse a tirar fuori un’idea seria su dove prendere gli almeno 50 milioni di euro che servirebbero per costruire l’invaso di Pian di Goro, avrebbe fatto un buon servizio ai cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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