Sicurezza
Nuove resistenze, parte il Festival
POMARANCE. Chiamata alle “armi” per i pomarancini. Al via oggi il primo Festival delle resistenze in-attuali, promosso dall’associazione I diversissimi -perturbazioni creative, fino all’1 luglio tra...
POMARANCE. Chiamata alle “armi” per i pomarancini. Al via oggi il primo Festival delle resistenze in-attuali, promosso dall’associazione I diversissimi -perturbazioni creative, fino all’1 luglio tra Pomarance e Larderello. Muovendosi dalla resistenza partigiana la manifestazione si propone di esplorare il mondo delle attuali pratiche di resistenza al modello economico e culturale dominante, mettendo a dialogo e analizzandone alcune tra le più significative nel panorama italiano.
Oggi la prima di tre giornate, incentrata sul paesaggio, l’ambiente e la salute per la promozione di uno stile di sviluppo alternativo e sostenibile. Per le vie del centro di Pomarance sono protagonisti i produttori locali e i gruppi d’acquisto. Mentre l’associazione Mondo Migliore propone il dibattito su medicina e alimentazione con il professor Berrino, direttore del Dipartimento di Medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto nazionale tumori di Milano.
Le altre due giornate si svolgeranno a Larderello. Il villaggio industriale realizzato negli anni ‘50 del 1900, su disegno urbanistico dell’architetto Giovanni Michelucci e per volontà della dirigenza dell’industria geotermoelettrica locale. Domani, saranno indagate le più significative pratiche culturali e ricerche scientifiche italiane che hanno al centro della loro riflessione e azione il margine, come luogo denso, permeabile e multisegnico. Mentre domenica avrà come protagoniste le nuove forme di resistenza contemporanea (teatri occupati, centri sociali, mondo dell’associazionismo locale e non, nonché le realtà territoriali più delicate come il carcere e i centri diurni), che saranno chiamate a scrivere la Carta delle resistenze contemporanee.
La Carta delle resistenze contemporanee, dal valore universale, vorrebbe configurarsi come un documento collegialmente scritto, attraverso metodi di democrazia partecipativa e indirizzato a tutte le pubbliche amministrazioni che, sottoscrivendolo, s’impegnano a sostenere economicamente e intellettualmente tutte le micro realtà di resistenza locali.
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