Il Tirreno

Pontedera

È allarme Imu, mancano metà dei soldi

di Emilio Chiorazzo
È allarme Imu, mancano metà dei soldi

I primi dati sui versamenti della rata di giugno: il 50% non ha pagato. Oppure erano sbagliate le stime d’entrata

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PONTEDERA. Il grido d’allarme c’era già stato alla vigilia della scadenza della prima rata: in molti, fu detto, non avrebbero pagato l’Imu, la nuova imposta municipale sulla casa.

L’altra preoccupazione, sempre espressa dai sindaci, è che le stime, su questo balzello, fatte dal governo, sembravano alte. Esagerate. Quando la manovra era stata illustrata ai sindaci, le cifre erano servite proprio per far capire l’entità del gettito nelle casse comunali. Ma, a denunciare questa situazione di incongruenza, più volte ci ha provato anche l’Anci, l’associazione dei Comuni d’Italia.

Manca la metà dei soldi previsti. Passata la data di scadenza, un po’ tutti i primi cittadini, hanno cercato di sapere com’è andata. Quanti soldi sarebbero entrate nelle casse dei Comuni. Quanti cittadini avevano rispettato le scadenze e pagato la prima rata dell’Imu.

Al Comune di Pontedera, i primi dati, non ufficiali, riguardavano i pagamenti effettuati al 15 giugno. Un disastro. Solo il venti per cento aveva già pagato quanto richiesto da Stato e enti locali. «Dagli importi ricevuti dalle banche – spiega l’assessore al bilancio per il Comune di Pontedera, Marco Papiani – rispetto alla stima di cinque milioni di euro che avremmo ottenuto dal pagamento della prima rata, erano pervenuti appena un milione di euro. Un quinto». Nel bilancio di previsione per l’anno in corso, infatti, tra le entrate dall’imposta sulla casa, Pontedera ha segnato poco più di dieci milioni di euro: questa è la stima dell’incasso per le oltre 11mila case e tutti gli altri immobili di diversa natura che ci sono sul territorio comunale.

È cambiata, ma non migliorata, la situazione che si prospetta alla scadenza del 18 giugno. Le cifre che finiranno nelle casse del Comune sono distanti da quelle previste. I casi sono due: o tanta gente non ha pagato davvero oppure i dati che si erano prefigurati i tecnici del governo, sono sballati.

La conferma arriva da Bientina. Una conferma della situazione arriva anche da Bientina. Il sindaco Corrado Guidi ha un termometro ancora più reale: dalla Banca d’Italia ha ricevuto gli attestati dei pagamenti al 26 giugno, appena tre giorni fa. E confermano l’andamento che i più pessimisti avevano anticipato. «Rispetto ai soldi che pensavamo di incassare dalla prima rata dell’Imu – spiega Guidi – siamo sotto la soglia della metà. Appena 435mila euro, invece di un milione che avevamo previsto».

Ora partono i controlli . Il primo cittadino di Bientina è già corso ai ripari.

«Abbiamo chiesto all’istituto bancario di avere la lista di tutti i nostri cittadini che hanno effettuato il versamento – dice – Così avvieremo i controlli necessari per capire perché c’è tutto questo divario».

A Guidi sembra quasi impossibile che metà dei suoi cittadini abbiano deciso di ignorare l’Imu, al punto da non pagare la prima rata.

«Controlleremo – dice con un velo di pessimismo – verificheremo se mancano all’appello le persone, se ci sono errori nei versamenti, se, invece, tutto è corretto e, allora, diventa evidente che erano sbagliate le stime governative. Abbiamo anche avanzato una richiesta alla Ragioneria dello Stato, per capire se, quelle cifre segnalate dalla Banca d’Italia, fossero già state decurtate degli importi che vanno al governo. Insomma, una spiegazione dev’esserci».

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