Il Tirreno

Pontedera

Dentro l’autodromo non si farà più l’impianto a biomasse

di Emilio Chiorazzo
Dentro l’autodromo non si farà più l’impianto a biomasse

Non era possibile approvvigionarsi solo in Valdera L’energia sarà prodotta da un mini eolico e col fotovoltaico

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PONTEDERA. Non sarà più realizzato l’impianto a biomasse che doveva nascere all’interno della pista-autodromo ai Pardossi. Gli investitori privati hanno comunicato al sindaco l’intenzione di cambiare progetto: l’autonomia energetica, dentro l’impianto, sarà affidata ai pannelli solari e fotovoltaici, oltre che a un impianto di mini-eolico, piccole pale che catturano il vento.

La centrale a biomasse, che appartiene al progetto originario, aveva avuto pareri contrastanti, da parte dei cittadini, fin dal primo momento. Soprattutto per il fatto che, per alimentarla, la materia prima sarebbe arrivata continuamente, con mezzi di trasporto, provenienti dall’Est Europa. «L’ho sempre sostenuto – spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – che la priorità della nostra amministrazione era il circuito. E che, se l’impianto a biomasse non avesse rispettato le regole che ci eravamo dati con una convenzione, non sarebbe stato realizzato».

Prima fra tutti, proprio il problema dell’approvvigionamento: secondo quella convenzione, la materia prima che la centrale avrebbe dovuto trasformare in energia, poteva - e doveva - essere reperita in un raggio di settanta chilometri. Insomma, in un perimetro che garantiva la filiera corta. «La decisione presa dagli investitori – prosegue Millozzi – è frutto proprio di quella convenzione che abbiamo firmato e che, ancora una volta, puntava solo a sostenere il circuito con tutte le sue ricadute sul territorio».

Che non sono poche. Intanto l’occupazione: sono novanta i posti di lavoro che il circuito motoristico, produrrà, quando sarà realizzato e funzionerà a regime. Ma, come sottolinea il sindaco, la presenza di un impianto sportivo come questo in città, dà una spinta positiva alla visibilità della Valdera, richiama visitatori e appassionati dei motori e aumenta anche la cultura della sicurezza sulle strade.

Il percorso fatto dall’amministrazione comunale insieme a chi ha presentato il progetto che nascerà all’interno della Tenuta Isabella, ha messo altri steccati che puntano proprio alla tutela del territorio. «Ad esempio l’utilizzo dell’impianto solo in orario diurno – spiega il sindaco – e poi il massimo di 4 o 5 gare internazionali l’anno, solo 170 giornate di prove libere e la nascita di un comitato che dovrà monitorare gli effetti acustici e di inquinamento dell’autodromo».

L’uso ridotto della pista per eventi di grande richiamo permette anche di ridimensionare le questioni di viabilità.

La strada di Latignano, prima richiesta dall’amministrazione cascinese e poi contrastata, non sarà più fatta. La viabilità, tutta pontederese dell’area di Gello sarà in grado di reggere l’impatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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