Toscana
San Frediano, la casa di riposo riapre tutta rinnovata
FORCOLI. L’assistenza agli anziani in Valdera ha la sua eccellenza a Forcoli, nella casa di riposo della Parrocchia di San Frediano. Tra il verde dei campi e la quiete del borgo, dal 1986 la...
FORCOLI. L’assistenza agli anziani in Valdera ha la sua eccellenza a Forcoli, nella casa di riposo della Parrocchia di San Frediano. Tra il verde dei campi e la quiete del borgo, dal 1986 la struttura accoglie centinaia di ospiti da tutta la provincia. Con i lavori di ampliamento appena ultimati si conferma una bella realtà sul territorio, capace di offrire un servizio di qualità. E le persone che l’hanno prima realizzata, poi vista crescere e affermarsi, hanno colto al volo l’occasione per celebrarla. Ricavata da un vecchio cascinale e inaugurata nel 1986, ha subito numerosi interventi. Nel 1992, 1998, 2002 e 2006, prima di quello attuale, realizzato dall’architetto Claudio Nesi. «Ci siamo adeguati immediatamente alla nuova normativa – spiega Tamara Giusti, direttrice della struttura – non solo con la ristrutturazione e la creazione di nuove aree, ma anche introducendo il servizio Cup, che quest’anno ha contato circa 400 prenotazioni, e una nuova palestra. Oggi possiamo ospitare comodamente 21 pazienti, numero massimo consentito per legge, a prezzi vantaggiosi, per non gravare troppo sulla spesa delle famiglie». Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto nel 2008 dalla Fondazione della casa di riposo con Società della salute, regione Toscana e comune di Palaia, che ha aperto la strada ai contributi per i nuovi interventi. Numerosi gli invitati alla cerimonia. Il consigliere regionale Ivan Ferrucci, la dirigente della Società della salute Patrizia Salvadori, il sindaco di Palaia Alberto Falchi, e il presidente della Provincia Andrea Pieroni, per anni presidente del collegio dei revisori della Rsa (Residenza sanitaria assistenziale): «Che col tempo – dice – è diventata il fiore all’occhiello della comunità». Non potevano mancare i parroci forcolesi: da don Andrea Cristiani a don Angelo Falchi, fino a don Anthony Paikad. Lorenzo Lazzerini
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