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I magnifici 6: ecco i maghi dei fornelli
I tagliandi dei lettori e il verdetto della giuria hanno assegnato i posti per il Gran Galà
PONTEDERA. Eccoli, i magnifici sei. Non cinque, ma sei. Perché la giuria del concorso “Il Mestolo del Tirreno”, presieduta dall’enogastronomo Enrico Bimbi, ha deciso di permettere l’accesso alla finalissima alla ricetta che si è classificata, peraltro con ampio margine, al primo posto della classifica dei tagliandi arrivati alla redazione de Il Tirreno. Si tratta del “tramezzovo”, il tramezzino senza carboidrati proposto da Barbara Simoncini, di Perignano, ispirata dalle eccellenti uova di Paolo Parisi e del suo allevamento a Usigliano di Lari. L’idea di Simoncini è piaciuta moltissimo, tant’è che ha raccolto la bellezza di 405 preferenze.
Insieme al “tramezzovo”, in finale al Gran Galà del Tirreno a “Il Convio” di San Miniato vanno la zuppetta di asparagi e vongole veraci con polenta di Simona Pellegrini (di Casteldelbosco), la trippa croccante di Grazia Cantini (di Santa Croce), l’insalatina di soppressata all’arancia selvatica di Sabrina Di Sandro (di Montopoli), il carrè di maiale “alla Daniele” di Daniele Geri (di Pontedera) e le uova trippate degli anni Cinquanta di Giuliano Marrucci di Perignano.
Questo il verdetto scaturito dal numero dei tagliandi arrivati in redazione (determinanti per il 40 per cento) e dalla valutazione della giuria (determinante per il 60 per cento). Quindi, come si può vedere, i primi sei classificati nella graduatoria dei tagliandi non corrispondono esattamente ai sei finalisti. In qualche caso, i giudizi della giuria di esperti hanno infatti penalizzato o valorizzato le ricette in gara, a seconda dei pareri sugli ingredienti utilizzati e sulla descrizione delle modalità di preparazione di ogni singolo piatto.
Domani sera, dalle 21 in poi, a “Il Convio” di San Miniato, la giuria si riunirà di nuovo, ma stavolta potrà esprimere un giudizio sulla base della realtà, ossia della ricetta tradotta in tavola. A degustare le sei ricette e ad attribuire loro una votazione saranno il presidente Enrico Bimbi, lo chef Luciano Zazzeri, titolare del ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona e tra i cuochi più apprezzati del panorama toscano, Pier Angelo Barontini, cuoco, consulente e docente richiesto in varie parti d’Europa e del mondo, Walter Costa, direttore del ristorante “Il Calandrino” (al centro Torretta White) e profondo conoscitore della tradizione enogastronomica toscana, Giuseppe Martinelli, consulente dell’Accademia Italiana della Cucina (delegazione Pisa-Valdera), e Umberto Moschini, presidente onorario dell’Associazione Cuochi Pisani.
Una giuria d’eccezione per celebrare degnamente il gran finale della prima edizione del concorso “Il Mestolo del Tirreno”, lanciato dal nostro giornale con l’obiettivo di valorizzare la creatività in cucina dei lettori, riscoprendo l’importanza delle tradizioni e l’eccellenza di alcuni prodotti tipici del territorio della provincia di Pisa. Il nostro sforzo è stato ampiamente ripagato dalla platea dei nostri lettori, che in questi giorni hanno risposto alla grande all’iniziativa, facendo arrivare alla nostra redazione di Pontedera quasi duemila tagliandi.
Riepiloghiamo quindi il menù che contraddistinguerà la cena del Gran Galà del Tirreno di mercoledì sera, i cui piatti saranno adeguatamente accompagnati dai migliori vini del nostro comprensorio: il “Cenaja Vermentino” della tenuta Torre a Cenaia farà da partner sia al “tramezzovo” che alla zuppetta di asparagi e vongole veraci con polenta; il Chianti della fattoria Degli Azzoni con la trippa croccante; il “Ginestraio”, lo Chardonnay di Usiglian del Vescovo, con l’insalatina di soppressata all’arancia selvatica; lo “Ixe” dell’azienda agricola di Pietro Beconcini di San Miniato con il carrè di maiale “alla Daniele”; il “Sofia”, rosé di Sangiovese della fattoria di Fibbiano a Terricciola, con le uova trippate degli annin Cinquanta.
Fuori concorso, dalla cucina del ristorante “Il Convio” verrà anche sfornato un dessert, che sarà servito in abbinamento al “Dolce peccato” della tenuta Torre a Cenaia.
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