Sicurezza
Demolizione delle baracche rurali Scatta la protesta
La richiesta arriva dall’Agenzia del Territorio che ha multato con 417 euro l’abuso edilizio: oltre 500 i casi solo a Lari
LARI. Non usa mezzi termini Marino Cini, pensionato larigiano, per descrivere la situazione che si è venuta a creare a causa di alcune baracche costruite su un terreno di sua proprietà. «Si tratta di un vero e proprio esproprio autorizzato. L'Agenzia del territorio mi ha imposto la demolizione di alcune strutture precarie e volanti il cui unico scopo è riparare dalle intemperie un trattore e qualche attrezzo agricolo, applicando tra l'altro un'ammenda di 417 euro per abuso edilizio». Secondo lo stesso Cini la medesima condizione coinvolge circa 530 persone a Lari, tutte alle prese con le osservazioni dell'agenzia. Una storia che ha inizio 4 anni fa, con la prima lettera recapitata al pensionato larigiano. «Con quella comunicazione mi si chiedeva la regolarizzazione di alcune baracche di lamiera su una particella di mia proprietà. Tramite un tecnico ho risposto che non si trattava di costruzioni fisse e stabili, ma solo di un ricovero per attrezzi». Dopo qualche anno però gli accertamenti sono stati fatti direttamente dall'agenzia, che ha riscontrato un abuso edilizio e ha imposto la registrazione al catasto o la demolizione con conseguente multa. «Il bello – continua Cini – è che anche accatastando non è stata esclusa la possibilità dell'obbligo di demolizione, essendo ormai decorsi i termini per beneficiare del condono edilizio. Sembra di parlare di costruzioni in cemento armato, e non di semplici baracche di lamiera». Nel suo terreno di due ettari Cini cura un oliveto e qualche albero da frutto, più per hobby che per una questione economica. Anzi, dato che i prodotti ortofrutticoli sono tutti a uso familiare, in molti casi è maggiora la rimessa del guadagno, così quello dell'orto può essere più propriamente considerato un passatempo. «Ne deduco – conclude Cini – che non sono padrone di tenere un trattore al coperto nella mia proprietà, dunque dovrò farlo marcire sotto l'acqua. In pratica si tratta di una patrimoniale sulle baracche dei pensionati, una cosa assurda che come al solito nel nostro paese finisce per penalizzare i più deboli: non so a chi rivolgermi per cercare di avere un po' di giustizia, ma il fatto che molte altre persone siano nella mia stessa condizione mi fa sperare che un po' di attenzione da parte delle istituzioni sarà dedicata a questo argomento».
Nicolò Colombini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
