Il Tirreno

Pontedera

Andrea il battello torna a navigare sulle acque dell’Arno

di Emilio Chiorazzo
Andrea il battello torna a navigare sulle acque dell’Arno

Venerdì la ripresa delle corse fino a La Rotta, ma si pensa di poter allungare il percorso addirittura fino a Roffia

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PONTEDERA. L’Arno diventa più lungo. Almeno sulla carta. Va, oltre l’approdo a La Rotta. Si spinge verso Calcinaia, Santa Maria a Monte, Castelfranco, Montopoli, Santa Croce e San Miniato. Per ora solo idealmente. Ma il progetto di un battello che, da Bocca d’Era - porto di Pontedera - possa portare la gente fino al bacino di Roffia, lo cullano un po’ tutti i sindaci dei paesi interessati. Un po’ per appropriarsi di un corso d’acqua che, con gli anni, è stato amico e nemico, alleato e avversario. Un po’ perché quel corso d’acqua può essere uno dei tanti percorsi per promuovere il territorio.

Lo sa bene Pontedera che, per il quarto anno consecutivo, “vara” Andrea, il battello che fa scoprire il territorio lungo l’Arno, da Pontedera alla frazione di La Rotta. Lo scorso anno ci sono salite tremila persone. «Anche stranieri – dice Mario Mannucci, giornalista ma soprattutto esperto di storia locale, che, in questi anni ha deliziato i viaggiatori del battello con storie, aneddoti e con racconti consumati lungo il fiume nel corso degli anni – Cominciano a venire anche loro. Sono ospiti di qualche agriturismo della zona e vengono a fare il giro sull’Arno».

Il varo, ci sarà il 29. «Per noi – spiega il sindaco di Pontedera Simone Millozzi – è un modo per riappropiarci di un luogo che aveva un rapporto critico col territorio. Se pensiamo all’Arno ci vengono in mente le immagini di disastrose alluvioni e inondazioni. Col battello questo rapporto è diventato diverso, per noi è una opportunità di promozione del territorio».

Dopo l’esperienza dei primi tre anni, è naturale pensare di allargare l’orizzonte. Il coinvolgimento degli altri Comuni arriva, intanto, con una gara di solidarietà (come diciamo nel riquadro). Ma si pensa davvero di rendere navigabile un tratto ampio del fiume. Lo confermano un po’ tutte le amministrazioni dei paesi interessati. David Turini, sindaco di Santa Maria a Monte, ne ha già coniato anche lo slogan : «Non più barriera ma cerniera tra i Comuni».

Santa Croce sta già lavorando per l’eliminazione dello scalino all’altezza del ponte di Castelfranco. «Abbiamo anche l’attracco pronto», spiega l’assessore intervenuto alla presentazione. Montopoli nel regolamento urbanistico approvato appena sette giorni fa, ha dedicato ampio spazio alla realizzazione di un parco sull’Arno e i suoi affluenti. «Il fiume è la facciata del nostro territorio», spiega il vicesindaco. A San Miniato il lavoro è iniziato dalle scuole, insieme con l’Associazione dell’Arno. A Roffia, poi, è possibile realizzare un attracco: i tecnici del Comune stanno muovendo i primi passi per studiare la fattibilità del progetto. Infine Calcinaia. Qui, forse, più che altrove, il fiume è stato ritenuto sempre un alleato. Un po’ perché divide il paese a metà. E poi perché ha dato cibo e lavoro a tante famiglie di navicellai. Probabilmente questo sarà il primo tratto in più che il battello “Andrea da Pontedera” potrebbe compiere in un futuro neppure tanto lontano. l vicesindaco di Pontedera Massimiliano Sonetti, assessore anche all’urbanistica, spiega che questa idea di solcare il fiume con il battello è un po’ come risanare la frattura che s’era creata, nel 66 per l’alluvione, tra l’Arno e la gente che ci vive intorno. «Stiamo lavorando, insieme ai tecnici del Comune – svela – per capire se, grazie a progetti europei di navigazione interna, anche in Valdera potranno arrivare risorse economiche della Unione europea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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