Sicurezza
Vanni e Novino «Verso la disunione dei Comuni»
«La disunione dei Comuni». È così che i consiglieri Giuseppe Novino e Maria Vanni del “Gruppo misto” di Montopoli, in riferimento alle divergenze interne al Pd, definiscono il processo avviato nel Valdarno per la cosiddetta Unione dei Comuni
MONTOPOLI. «La disunione dei Comuni». È così che i consiglieri Giuseppe Novino e Maria Vanni del “Gruppo misto” di Montopoli, in riferimento alle divergenze interne al Pd, definiscono il processo avviato nel Valdarno per la cosiddetta Unione dei Comuni. «L’unione è auspicabile – dicono – per riprendere l’esperienza dell’Associazione Intercomunale degli anni ’70 e ’80, con l’obiettivo di dare maggiori servizi e ottimizzare quelli esistenti. Invece, personalismi e rivendicazioni locali fanno sì che i servizi vengano collocati lontani dai cittadini e fuori da un comprensorio incapace di concertare posizione unitarie». Da qui il riferimento alla polemica legata ad un documento del Pd montopolese, che suggeriva agli altri Comuni di abbandonare l’Asl 11 per approdare in quella pisana. «Dopo le discussioni degli anni ’90 – ricordano – con la chiusura di importanti sevizi locali, da compensare con strutture territoriali di primo soccorso o di prevenzione mai effettivamente avviate, si assiste oggi a ripensamenti e decisioni che smentiscono le scelte fatte mettendo in palese imbarazzo il Pd degli altri comuni. Certe decisioni devono essere prese dopo un percorso partecipativo: per cambiamenti così importanti serve un referendum comprensoriale». Un invito all’unità anche per il futuro del polo scolastico: «Il comprensorio deve porre fine alle discussioni improduttive e alle richieste locali – aggiungono i due consiglieri – esigendo in maniera compatta l’ottimizzazione degli investimenti. Invece, si continua a dare un’offerta formativa frammentaria, ricercando solo le iscrizioni sufficienti per conservare le proprie scuole locali, e ottenendo così l’emigrazione degli studenti fuori dal comprensorio».
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