Il Tirreno

Pontedera

Finisce in cella uno dei banditi

di Francesca Suggi
Finisce in cella uno dei banditi

Sull’agguato all’imprenditrice morta in Ghana, la Farnesina dà la versione ufficiale dei fatti: le hanno sparato alla tempia

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PONTEDERA. C’è un arresto. Finisce in cella uno degli aggressori dell’imprenditrice pontederese Paola Badalassi, prima rapinata, poi uccisa in un agguato in Ghana, dove si era trasferita da aprile con il compagno, Lorenzo Donnini, anche lui di Pontedera. «Siamo stati da poco informati dal comando di polizia ghanese che uno dei banditi è stato preso e ha già confessato», è direttamente la Farnesina a far luce sulla tragedia in cui è rimasta coinvolta la 49enne. Mentre sta tornando a casa, ad Accra, insieme al compagno e a un collega, il viareggino Rossano Lunghi.

Un colpo alla tempia. E il suo sogno si spezza, poco dopo all’ospedale di Kore-Bu. Il sogno di una donna, madre di due figli Lucrezia di 20 anni e Mario, che nel gennaio scorso sul sito AAA.annunci.it racconta al mondo che avrebbe cambiato vita e che sarebbe andata a vivere in Ghana. Insieme al compagno: entrambi si trasferiscono in Africa e lavorano nell’ambito della distribuzione Herbalife.

L’altro giorno l’agguato che trasforma l’intera vicenda in un incubo di dolore e lacrime per tutti i familiari e gli amici di Badalassi. Che adesso non potranno far altro che attendere, a giorni, il rientro della salma. «Sono pratiche che adesso la famiglia sta sbrigando privatamente con un’agenzia funebre», dicono direttamente dall’ambasciata di Accra.

Sentite condoglianze e anche molta vicinanza alla famiglia di Badalassi anche da parte del quartier generale Herbalife della capitale ghanese.

«Per noi è stato uno choc venire a sapere della tragedia di cui è rimasta vittima la nostra collega – dice Ayiku Caleb, manager senior dell’azienda – I nostri pensieri e le nostre condoglianze sono tutte per la famiglia e gli amici, con cui siamo in stretto contatto e anche con la compagnia di viaggio per assisterli in ogni cosa di cui possono avere bisogno».

Choc a Pontedera. Altrettanto a Accra dove i colleghi di Badalassi apprendono la notizia sconvolti. È, comunque, ancora la Farnesina a fornire la versione ufficiale di quegli attimi di terrore. «Dopo l’agguato la signora è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale e subito è stata assistita da un funzionario della nostra ambasciata ad Accra, recatosi immediatamente sul posto».

Da subito l’ambasciatore Tullio Guma esorta le autorità locali a fare chiarezza.

«L' ambasciatore ha subito rappresentato alle autorità la forte aspettativa che venissero compiute le necessarie indagini allo scopo di individuare al più presto i responsabili. L' Ambasciata, che mantiene costanti contatti con i familiari di Paola Badalassi, sta seguendo da vicino le pratiche relative all' inumazione ed al trasferimento in Italia della salma, attivandosi affinché vengano svolte il più rapidamente possibile. La famiglia ci ha espresso i suoi sentimenti di riconoscenza nei confronti dell' ambasciatore italiano e dei suoi collaboratori. La stessa famiglia ci ha pregati al contempo di mantenere il riserbo sugli aspetti della vicenda che sono al momento oggetto di indagine da parte della polizia locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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