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Pitti fa ripartire la speranza

Pitti fa ripartire la speranza

Tanti icontatti specie con l’estero, il problema è la lentezza con cui arrivano i pagamenti

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FIRENZE. L'estero salva le aziende della Valdera presenti a Pitti Uomo, ma anche l'Italia sta tornando a muoversi.

Peccato per i pagamenti che tardano ad arrivare. E' un sunto di quanto sta accadendo alla Fortezza da Basso di Firenze, dove la rassegna della moda maschile che si conclude oggi. Innovazione e nuovi mercati, vendite online e buon umore dato comunque da un mercato in tenuta rispetto ad altri settori in una manifestazione che sfida la crisi mettendo in mostra il meglio del Made in Italy. E c'è chi fa scarpe con le balle di caffè. Di cui fanno parte aziende come il produttore di gioielli Manuel Bozzi di Pontedera e i creatori forcolesi di camice Poggianti, trasferitisi recentemente a Peccioli. Due realtà accompagnate dall'azienda di abbigliamento in pelle Benedetta Novi di Pontedera, presente nello spazio Pitti Woman e dedicato alla moda al femminile. «Quest'anno avremo un fatturato in leggera flessione – dice Leonardo Poggianti – a causa della crisi complessiva che sta affrontando l'economia mondiale. Per noi restano forti i dati relativi all'export, compresi quelli derivanti dalla Spagna che, a differenza della Grecia, ha ancora situazioni positive. Il problema generale sono i pagamenti che coinvolgono anche l'Italia e che derivano da una stretta del credito difficile da superare se non interviene lo Stato». Italia comunque in movimento per Poggianti, così come per Bozzi, i cui gioielli rock adesso si comprano anche sul suo sito Internet con ottimi risultati, considerato che lo shop on line è attivo da un mese e mezzo. «Per me l'Italia è un mercato molto attivo – spiega il designer – anche se l'estero resta un punto di riferimento molto importante per la nostra attività». Anche per Benedetta Novi l'Italia sta dando segnali di ripartenza nelle commesse. Anche se è il Giappone il Paese maggiormente interessato ai capi in pelle prodotti e venduti con marchio proprio in mezzo mondo o legati alla produzione per conto terzi. «Le cose vanno piuttosto bene – affermano dallo stand – Siamo tornati a Pitti dopo alcune stagioni di assenza, dato che il mercato sta avendo un andamento positivo». Used di Santa Croce sull'Arno, azienda di calzature e abbigliamento in pelle, si rivolge quasi esclusivamente al mercato nazionale che cerca di impressionare con scarpe in pelle mixate con tela di balle per caffè. «E' la nostra novità per quest'anno che proporremo anche a Parigi la prossima settimana», dice Samuele Senesi, uno dei titolari. Andreas Quirici

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