La manifestazione
Sempre più giù le vendite al dettaglio
Nel primo trimestre la Camera di commercio registra una flessione del 5% degli acquisti
PONTEDERA. Famiglie in difficoltà con il carrello della spesa: i consumi di prodotti alimentari sono in calo del 4%. Allargando lo sguardo agli acquisti non alimentari la flessione è del 5,7%. Un dato su cui pesano soprattutto le cadute delle vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (-11,1%), ma anche di abbigliamento e accessori (-9,9%). Prosegue anche nel primo trimestre 2012, la fase recessiva del commercio al dettaglio in provincia di Pisa.
I numeri rilevati dalla Camera di commercio di Pisa confermano la strategia di contenimento da parte delle famiglie di tutte le spese considerate “voluttuarie”. E se almeno fino alla fine del 2011 gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini si erano mantenuti sul filo della stagnazione, il 2012 si è aperto, anche per loro, con una flessione dell’1,5%.
«I primi mesi del 2012 confermano la fase di profonda difficoltà in cui da tempo si dibatte il commercio al dettaglio – afferma il presidente della Camera di commercio Pierfrancesco Pacini -. Anche la grande distribuzione, finora risparmiata dalla crisi dei consumi grazie a politiche di contenimento dei prezzi piuttosto spinte, comincia ad accusare sensibilmente le prime battute di arresto in termini di fatturato».
Ancora una volta sono le piccole (1-5 addetti) e le medie strutture (6-19 addetti) a mettere a segno i risultati più deludenti sul versante delle vendite al dettaglio, rispettivamente con un -5,1% e un -6,6%. La vera novità del trimestre è rappresentata dal vistoso calo della grande distribuzione (20 addetti e oltre) arrivata a perdere nel primo trimestre dell’anno il 3,4% del proprio giro d’affari: il peggior risultato dal 2005.
Un segnale della diffusione della crisi è la quota di imprenditori che segnalano una diminuzione del proprio giro d’affari, pari al 38%. Solo per l’8% è in aumento e stabile per circa la metà del totale.
Tuttavia, il numero delle imprese attive nel commercio al dettaglio non sembra subire contrazioni (+2,9% pari a +237 unità aggiuntive): tuttavia a crescere, tra i diversi comparti è il solo settore dei prodotti non alimentari (+272 unità, +4,4%) con il commercio al dettaglio ambulante che mette a segno l’aumento più consistente (+253 unità pari a un +12,7%). Un segnale che per la Cemera di commercio va letto in in begativo, perché è l’espressione del tentativo di autoimpiego realizzato da chi, spesso straniero, ha perso la propria occupazione.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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