Italia
Scuola in carcere a rischio
La Regione ha deciso di tagliare alcune classi, comincia la mobilitazione
VOLTERRA. Come l'anno scorso, forse peggio. Anche questa estate si annuncia difficile per l'Istituto scolastico Ferruccio Niccolini, che da anni offre un corso per geometri interno al carcere di Volterra.
La brutta notizia arriva dall'Ufficio scolastico regionale, che in questi giorni sta valutando la possibilità di ridurre sensibilmente il numero delle classi. «Si passerebbe – spiega Alessandro Togoli (nella foto in alto a sinistra) , professore e responsabile del corso geometri al Maschio – dalle attuali dieci alle sette previste da questa inconcepibile riorganizzazione. Negli ultimi anni tanto il numero di carcerati quanto quello di carcerati studenti è sempre andato aumentando, e intervenire tagliando ore e classi è perlomeno un controsenso». Il piano studiato in Regione prevederebbe una classe mista di 4ª e 5ª da 25 studenti, una di 1ª e 2ª Alta Sicurezza da 18 e una di 4ª e 5ª Alta Sicurezza da 11: una struttura irrealizzabile all'interno del carcere, dato che non ci sono aule capaci di contenere venti persone.
«C'è anche una circolare ministeriale – continua Togoli – che tutela questo tipo di classi, ma nessuno sembra considerarla. Dopo la lotta, per fortuna andata a buon fine, dell'anno scorso speravamo di non ritrovarci in una situazione simile. Speriamo solo di riuscire a far valere i nostri diritti e quelli dei tanti ragazzi che ogni anno chiedono di partecipare ai corsi che organizziamo».
Per ora l'istituto ha espresso le proprie preoccupazioni in Comune, senza però ottenere grandi risultati, e ora la questione è stata sottoposta anche alla Provincia, la quale non ha ancora dato una risposta. D'altronde, il problema è emerso solo da un paio di settimane fa, ma di tempo per agire ce n'è poco.
«Valuteremo nei prossimi giorni – conclude Togoli – come continuare la nostra protesta. Garantire il diritto all'istruzione è compito delle istituzioni; noi in questi anni con l'impegno e la determinazione di tante persone abbiamo raggiunto grandi obiettivi, imponendoci come una delle realtà più importanti a livello nazionale. Buttare via tutto sarebbe una decisione miope, anche considerando il fondamentale contributo culturale e sociale che questo corso offre». Nei prossimi giorni, in seguito alla attesa risposta dalla Provincia, Togoli e gli altri responsabili annunceranno le decisioni prese per provare a mantenere in vita il corso di geometri, ma sembra inevitabile il ricorso a una protesta direttamente in Regione.
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