Il Tirreno

Pontedera

Le hanno sparato alla testa uccisa madre di 49 anni

di Sabrina Chiellini
Le hanno sparato alla testa uccisa madre di 49 anni

Vittima di un agguato in Ghana l’imprenditrice pontederese Paola Badalassi

4 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Bionda, alta, dal carattere eccentrico, sempre pronta a seguire mille idee. Questa era Paola Badalassi, 49 anni, di Pontedera. L’ imprenditrice che alcuni mesi si era trasferita ad Accra in Ghana, è stata uccisa in circostanze misteriose. Le hanno sparato alla testa vicino a casa durante una rapina. Tre o quattro uomini l’avrebbero sorpresa per strada in un momento in cui era con il compagno, Lorenzo Donnini di Pontedera, e un altro italiano. Loro sarebbero stati picchiati con violenza. La vittima e il compagno lavorano per Herbalife: a Viareggio hanno un’agenzia per la distribuzione di prodotti della nota azienda che opera nel settore dell’alimentazione.

La decisione di andare a vivere in Africa l’avevano presa insieme, così come erano abituati a condividere le scelte di lavoro. Mesi fa si sono trasferiti nel paese africano per sviluppare in una delle realtà più povere dell’Africa le vendite e la produzione per Herbalife. Una scelta di vita radicale che poteva diventare definitiva se gli affari fossero andati bene. Però, nelle ultime settimane, deve essere accaduto qualcosa di grave su cui ora dovranno fare chiarezza le indagini. Ad Accra i bianchi non sono numerosi e la criminalità è piuttosto diffusa. È probabile che i tre italiani siano stati presi di mira perché considerati un facile bersaglio.

Per Paola e i suoi familiari l’incubo è iniziato nella notte tra lunedì e martedì di questa settimana. La donna, stando a quanto Donnini ha raccontato all’anziana madre della vittima e ai fratelli, è stata ferita alla testa da un colpo d’arma da fuoco sparato a distanza ravvicinata, prima che i banditi fuggissero con le loro borse.

Le condizioni della donna sono apparse subito molto gravi: è entrata in coma (tanto che i familiari si stavano attivando per riportala in Italia) fino alla morte avvenuta ieri mattina. Sul fatto di sangue è stata aperta un’inchiesta da parte della polizia ghanese, seguita anche dalle autorità italiane.

Ieri mattina, appena i familiari hanno saputo del dramma, il primo pensiero che hanno avuto è stato quello di stringersi intorno all’anziana madre della vittima. Con la pensionata anche i due figli, entrambi medici, e altri familiari. Poche le notizie trapelate suldelitto e la rapina portati a termine con una violenza vista poche volte nel paese africano che non è nuovo a rapine e aggressioni.

«Noi sappiamo ben poco – dice l’ex marito della donna, Massimo Brugioni – un fratello sta cercando di contattare l’ambasciata per avere notizie più certe. Nessun dettaglio. Rispettate il nostro dolore». Chiusi nella disperazione anche altri parenti, aspettano di sapere notizie dalla Farnesina. «Che dobbiamo dire? Sappiamo solo che lei non c’è più e siamo senza parole. Non abbiamo alcuna notizia sulle circostanze della rapina. E non sappiamo neppure se qualcuno andrà in Ghana a prendere la salma o se arriverà insieme al compagno nei prossimi giorni».

Abbiamo contattato per telefono il compagno della vittima, Lorenzo Donnini. La prima volta ha risposto dicendo di trovarsi all’ambasciata e di non poter parlare. Ad una seconda telefonata ha risposto che non intendeva dire niente rispetto a quanto accaduto a Paola.

«Non posso parlare – è la risposta di Donnini – i familiari di Paola mi hanno chiesto di non dire niente alla stampa . Al mio ritorno in Italia potrò spiegare come sono andate le cose».

Intanto, appena la notizia della morte dell’imprenditrice si è diffusa su Facebook, è stato un susseguirsi di commenti. “Mamma ti prego, sono con te non mi abbandonare”, aveva scritto la figlia Lucrezia quando ancora per la donna sembrava esserci, anche se molto debole, una speranza di poter vincere la battaglia per la vita.Poi, le testimonianze di affetto e infiniti “mi dispiace” di amici e conoscenti rimasti senza parole quando hanno saputo della morte di Paola Badalassi.

La donna era conosciuta a Pontedera e nei centri vicini. Aveva lavorato in città nello studio medico di uno dei fratelli (l’altro lavora a Viareggio) fino a quando aveva cominciato ad occuparsi delle vendite per Herbalife.

Un crescendo di attività e di impegni.

Fino alla decisione di andare a seguire la grande azienda lontano da casa. A questo Paese resterà legato il giallo dell’uccisione dell’imprenditrice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN RICORDO

SUL NOSTRO SITO

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa