Il Tirreno

Pontedera

C’è lo sfratto per lavori dei 13 profughi libici

Previsti due mesi per rifare il tetto del Centro notturno di Santa Croce Ciaponi: «Da domani prenderanno posto alla palestra delle medie Banti»

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SANTA CROCE. Nuovo tetto in arrivo per il centro di ospitalità notturna di Santa Croce. Iniziano domani i lavori di rifacimento della copertura, che costringeranno al trasferimento degli attuali 28 ospiti del centro. Fra loro anche i 13 profughi fuggiti dalla Libia, tuttora bloccati a Santa Croce nella speranza del riconoscimento dello status di “rifugiati”.

I lavori sono eseguiti dalla cooperativa Di Vittorio, proprietaria dell’immobile, che andrà così a completare la sostituzione di tutta la copertura, già portata a termine nella parte occupata dalla mensa, dove il nuovo tetto è stato utilizzato per ospitare alcuni pannelli fotovoltaici. Lo stesso accadrà per il centro notturno, con una durata di lavori stimata in circa due mesi: per il primo settembre, infatti, è fissato il rientro degli ospiti all’interno dei locali.

Un’opera, precisa il primo cittadino Osvaldo Ciaponi, richiesta e dettata dalle necessità dei proprietari e non dal Comune. «Si tratta di lavori programmati già da alcuni mesi – spiega – che non hanno alcuna relazione con i recenti eventi sismici. L’esecuzione è stata rinviata ai mesi estivi, per sfruttare innanzitutto le condizioni ideali per certi interventi manutentivi, ma anche per dare tempo al Comune, alla Società della Salute e al gestore del centro, di trovare con la dovuta calma le soluzioni provvisorie adeguate». La cooperativa Le querce di Mamre, che ha in carico la gestione della struttura, ha quindi invitato gli ospiti del centro di ospitalità notturna (attualmente 15 persone) ad organizzarsi per trovare soluzioni autonome, prevedendo, però, per i casi di maggiore disagio o senza alternative, la possibilità di essere ospitati nei locali dell’ex Casa di Accoglienza di via Puccioni, di proprietà della parrocchia di San Lorenzo.

Diverso il discorso per i profughi, che da domani prenderanno posto all’interno della palestra delle scuole medie Banti. «Al momento è libera da ogni attività didattica o sportiva – dice Ciaponi –. Dal primo settembre sarà restituita alle funzioni ordinarie». Sono 13, al momento i profughi rimasti bloccati a Santa Croce. Ragazzi originari dell’Africa centrale, trasferitisi in Libia per lavoro, e quindi fuggiti in Italia, dopo la caduta di Gheddafi, per paura di ritorsioni. Da qui la richiesta dello status di “rifugiati” alla Commissione nazionale, che accolse la domanda per 6 dei profughi ospitati a Santa Croce respingendola per gli altri 13, che hanno presentato ricorso e sono in attesa della sentenza. «È opportuno – conclude il sindaco – che il governo trovi una soluzione dignitosa a un problema che, altrimenti, assumerebbe i contorni dell’insostenibilità, lasciando di fatto queste persone senza alcuno status».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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