Il Tirreno

Pontedera

Benedetti vent’anni, traccia preferita

di Jacopo Paganelli
Benedetti vent’anni, traccia preferita

La frase di Paul Nizan è andata per la maggiore tra gli studenti impegnati con la prima prova degli esami di maturità

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PONTEDERA. Come tutti gli anni, gli esami di Stato hanno bussato anche alle porte di Pontedera: ieri mattina la prima prova scritta, quella d'italiano. La sveglia, per i quasi settecento studenti pontederesi alle prese con la maturità, è squillata all'insegna del solleone e della rivoluzione telematica (con le tracce inviate tramite cablogramma telematico e non più in busta sigillata), inaugurata quest'anno dal Ministero. Alle 7,30 di ieri, al villaggio scolastico, già impazzava il toto-tracce: chi pensava a D'Annunzio, chi a Lucio Dalla e chi a Pascoli, visto che di quest'ultimo ricorre il centesimo anniversario della morte.

Ma alla fine eccoli, i titoli veri: tema storico sul "bene individuale e comune" con in allegato brani di San Tommaso D'Aquino e di Jean Jacques Rousseau, e su Hannah Arendt e lo sterminio degli ebrei; tema di letteratura su Eugenio Montale, e sui giovani e la crisi partendo dalla frase di Paul Nizan: "Avevo vent'anni... Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita", tratta dal libro Aden Arabia. E ancora, sulla crisi economica, le responsabilità della scienza e della tecnologia. Netta la preferenza dei pontederesi: la stragrande maggioranza ha scelto di parlare sulla bellezza di avere vent'anni. Traccia gettonatissima al Montale: almeno per la maggioranza dei compagni di Francesca Ciummei ed Erica Nuti, V Bp, e di Giulia Burchielli, V Bs. «Mi è sembrato il più fattibile», entra nel merito Francesca. «Non ero molto d'accordo con la frase d'apertura: per me vent'anni rappresentano una fase davvero bella, piena di sogni e speranze». Le fa eco Erica: «Di positivo c'era che, fra tutti gli altri, lo spunto era il più accattivante». Pure al Fermi, le scelte in controtendenza sono state poche. Anche perché, nel materiale a disposizione, c'era un documento che riguardava Steve Jobs. «Noi giovani abbiamo molto da dire sulla crisi che ci riguarda in prima persona», entra nel merito Marta Sivelli, della V Ala di ragioneria. Anche i compagni Dario Mercuri e Nicola Fiorentini la spalleggiano. «Ci aspettavamo abbastanza che avrebbero scelto la crisi economica. E l'accostamento al patron della Apple era quasi scontato», commenta Nicola.

La situazione non cambia di molto al XXV Aprile. «In classe mia tutti hanno scelto la traccia sui ventenni», dice Jenny Salvini della VC scientifico. La sua compagna di classe Benedetta Guidi annuisce. E rincara la dose: «La vita è bella a quest'età, perché si può stare con gli amici e divertirsi». Non la pensa così Loris Agnello, della IIIB del liceo classico: «Io ho scelto il tema sul labirinto. Ci ho agganciato Kirkegaard e la selva oscura di Dante. Molti intorno a me hanno scelto di commentare Montale, e qualcuno ha fatto anche la traccia storica». All'Iti Marconi, qualche temerario si è avventurato sul terreno del rapporto fra scienza e tecnologia. Uno di questi è Mattia Gullini, della V B : «Mi ha affascinato, anche in virtù del mio indirizzo di studi. L'etica nella scienza è un argomento interessante». Nicolò Ciardi, VB, e Alexandro Pais, V A, hanno optato per l'appiglio offerto dal pensiero di Nizan. «Io penso che alla nostra età siamo adulti, incominciano le responsabilità e i doveri più impegnativi», sostiene Alexandro. «Il periodo migliore è quello in cui siamo bambini: pensiamo solo a giocare». Sterza un poco, invece, Nicolò. «Il tema era fatto apposta per noi, per farci esprimere la nostra opinione. Visto che conosciamo il fenomeno meglio di tutti». Al professionale Pacinotti, la preferenza è stata nettissima. «Appena ho letto Montale, scelto solo da una maturanda in tutta la classe, ho deviato subito verso la crisi», è il pensiero di Sara Stassi, sezione Moda.

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