Il Tirreno

Pontedera

Appello a chi ha visto «Si presenti alla polizia»

Appello a chi ha visto «Si presenti alla polizia»

Mentre continua la caccia ai banditi che hanno dato l’assalto a Panorama nessuna traccia ancora dell’automobilista che li avrebbe visti sparare a Sassi

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PONTEDERA. Continua la caccia ai rapinatori che hanno dato l’assalto a un furgone portavalori davanti a Panorama, picchiato due guardie giurate e ferito a colpi di pistola (due i bossoli recuperati) un cittadino indifeso che andava tranquillamente per la sua strada.

Mentre la polizia (alle ricerche dei banditi lavorano gli uomini della Mobile di Pisa, del commissariato di Pontedera e della questura di Firenze) attende l’esito degli accertamenti tecnici, continuano ad essere sentite persone che possono avere visto qualcosa di utile all’inchiesta.

Purtroppo, il testimone oculare del ferimento di Riccardo Sassi, impiegato di 49 anni, nonostante l’appello della polizia, non si è presentato al commissariato a raccontare quello che ha visto. Restano quindi senza risposta una serie di domande che riguardano le modalità del ferimento. I banditi potrebbero avere sparato all’automobilista dal furgone in corsa o essersi fermati per un istante per portare a termine l’esecuzione. Hanno sparato all’automobilista perché credevano che li stesse seguendo da quando avevano lasciato Panorama. In effetti, pare che un altro cittadino, in contatto telefonico con la polizia, avesse cercato di mettersi sulle tracce dei banditi dopo che li aveva visti aggredire le due guardie giurate e prendere i soldi nei sacchi che erano stati prelevati dalla cassaforte. Anche lui aveva l’auto scura come quella di Sassi arrivato in via delle Colline nel momento sbagliato.

Si attendono dunque i riscontri degli accertamenti effettuati dalla scientifica sia sulla cassaforte di Panorama (che però è stata aperta dalle guardie giurate) che sui due mezzi, un furgone Opel e una Dacia, che sono stati abbandonati nella campagna di Treggiaia durante la fuga. Ma i rapinatori, un gruppo di professionisti del crimine, sono stati molto attenti a non lasciare impronte. Per cui è molto probabile che non abbiano lasciato alcuna traccia anche dove il fuoco, appiccato durante la fuga, non è riuscito ad arrivare.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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