Sicurezza
Raccolti in una guida il territorio e il suo lavoro
SANTA CROCE. L’idea, interamente e felicemente dedicata alla città di Santa Croce sull’Arno, l’hanno avuta due sanminiatesi, Fabrizio Bettini, titolare delle Grafiche Leonardo, e Marco Rossi,...
SANTA CROCE. L’idea, interamente e felicemente dedicata alla città di Santa Croce sull’Arno, l’hanno avuta due sanminiatesi, Fabrizio Bettini, titolare delle Grafiche Leonardo, e Marco Rossi, grafico. Che si sono detti: visto che l’ultima grande guida al territorio santacrocese fu fatta più di trent’anni fa (la curò il sindaco di allora, Adrio Puccini), e che il volto di questo territorio, in tutto questo tempo, è cambiato molto, è il momento di raccontare questo spicchio di Toscana con nuove parole, nuovi materiali. Nasce così il volume “Santa Croce sull'Arno. Guida a un territorio e al suo lavoro”, pubblicato e promosso da Grafiche Leonardo con il patrocinio del Comune di Santa Croce.
«Il Comune da subito - dice Bettini - ha deciso di credere e investire nel progetto», 130 pagine che restituiscono al lettore «una completa e dettagliata vista d’insieme su ditte, attività e esercizi commerciali, ma anche sulla ricezione (ristoranti, alberghi), senza dimenticare i cenni storiografici, arricchiti da numerose immagini, e le eccellenze dei prodotti tipici». Il tutto in veste bilingue, italiano e inglese, perché questo è un libro che, come i fortunati prodotti in pelle delle locali concerie, nasce in Toscana per poi salpare per lidi lontani e lontanissimi (Cina compresa, of course).
«Chiederemo ai conciatori di distribuire la guida ai tanti ospiti che puntualmente, da ogni continente, arrivano fin qua per scegliere le migliori pelli del mondo – dice il presidente della Pro loco Angelo Scaduto –. Portandosi dietro il ritratto che il libro fa di questo territorio, sarà come tenere con sé un pezzetto di Santa Croce. Perché una nostra pecca è di aver fatto conoscere i nostri prodotti all’estero senza preoccuparci di mostrare le bellezze del nostro territorio ai generazioni di ospiti stranieri». Inoltre, spiega il sindaco Osvaldo Ciaponi, «non di sole concerie è fatta Santa Croce. Accanto alla fortuna di poter contare su una tale produzione d’eccellenza, c’è anche la nostra storia, un passato affascinante che affonda le radici nel Medioevo». «Negli anni Settanta le aziende locali avevano un mercato prettamente italiano – dice l’assessore Alessandro Valiani – e la filiera era più corta. Oggi è tutto il contrario. Una guida che spiegasse questi cambiamenti era necessaria».(a.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
