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Montecastello “tifa” Riccardo

Montecastello “tifa” Riccardo

È la frazione dov’è nato l’impiegato ferito dai banditi in fuga Mattia Belli: «È un ragazzo d’oro, sempre allegro»

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PONTEDERA. «Montecastello è con te». È come se fosse un grande cartello, un ideale striscione che la gente di Montecastello rivolge al “suo” Riccardo, che in queste ore sta lottando, con il dolore e con un destino assurdo, incomprensibile.

È il messaggio che dalla frazione collinare di Pontedera arriva - attraverso un pensiero unanime, dell’intera comunità - a Riccardo Sassi, l’impiegato pontederese di 49 anni, ferito, al volto, con un colpo di pistola, dai banditi in fuga dopo la rapina dell’altra mattina al Centro commerciale “Il Ponte”. Unica colpa, trovarsi sulla loro strada. Lo hanno scambiato per uno che li stava inseguendo. E lo hanno fermato in quel modo brutale, con una ferocia mai vista prima, in Valdera.

A farsene portavoce è Mattia Belli (nella foto), presidente della Consulta di Montecastello, oltre a essere anche l’anima di una serie di iniziative per tenere viva la comunità della frazione, dove tra l’altro, Riccardo Sassi è nato. «Ma prima di tutto un cittadino montecastellese stretto nel dolore e nelle speranza assieme ai suoi compaesani», dice Belli. E poi continua: «Un grande sentimento comune di solidarietà, assieme a quello di incredulità e sbigottimento, unisce la frazione di Montecastello in queste ore, tutti in attesa di buone notizie, tutti in un terrorizzato ma speranzoso fermento».

«Incredibile – prosegue il messaggio, rivolto anche ai familiari di Riccardo Sassi – è il modo in cui la vita possa, in un attimo, stroncarti ogni sogno, ogni progetto sul futuro. Nessuno crede che una cosa del genere possa essere capitata proprio a lui, perché Riccardo è una persona semplice, gioviale, sempre pronta a scherzare e tirar su di morale le persone che gli stanno vicino, una persona di cuore. Tutti lo conosciamo in paese perché, pur risiedendo a Pontedera, è nato e cresciuto qui e torna sempre da noi, ogni fine settimana, a salutare tutti , a fare quattro chiacchiere in compagnia».

È da quando si è diffusa la notizia della ferocia che lo ha colpito, senza una motivazione plausibile, che la quotidianità montecastellese si è fermata per lasciar spazio alla sconforto, soprattutto nelle prime ore dell'accaduto. Perché la notizia, di quel brutale ferimento, si è diffusa subito.

«Siamo tutti stretti attorno a questo dolore – prosegue il presidente della Consulta di Montecastello, Mattia Belli – uniti in una grande comunità, aspettando notizie positive che per fortuna, anche se solo in parte, iniziano ad arrivare».

«Scendendo in piazza e parlando con la gente, di persona o per telefono – racconta Belli – tutti mi esprimono una grandissima vicinanza alla famiglia e a Riccardo: il coordinamento delle associazioni, gli enti e le attività produttive, l'Associazione di Montecastello in Festa, la Consulta e in generale tutti i cittadini di Montecastello».

Adesso l'augurio e la speranza della comunità di Montecastello è quella di rivedere molto presto Riccardo in paese. «Il nostro Riccardo – dice il presidente Belli – lo vogliamo con noi, a scherzare e a ridere, com’è accaduto tante volte in passato».

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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