Sicurezza
«Mi hanno sparato dal furgone»
Riccardo Sassi ha fatto in tempo a dare alcuni elementi sull’assalto alla sua auto
PONTEDERA. I poliziotti del commissariato di Pontedera, arrivati in via delle Colline quasi in contemporanea all’ambulanza inviata dal 118, sono riusciti a parlare, anche se solo per alcuni attimi, con Riccardo Sassi, l’uomo di 49 anni, al quale i banditi non hanno esitato a sparare almeno due volte (tanti sono i bossoli ritrovati) con la speranza di toglierlo di mezzo, convinti che stesse intralciando la loro fuga. Che fosse in contatto con la polizia e che li stesse seguendo da Panorama. «Mi hanno sparato, è sceso un uomo dal furgone», così sarebbero state ricostruite le parole del povero impiegato che quando poliziotti e 118 sono arrivati sul luogo del ferimento lo hanno trovato ancora cosciente. Una maschera di sangue. Lui della rapina a Panorama non sapeva niente. Stava andando a pagare l’Imu in banca al Romito. E poi si sarebbe recato al lavoro nella conceria dove è impiegato come ragioniere.
Anche i familiari del ferito, la moglie per prima sarebbe riuscita a parlargli prima che venisse intubato e mantenuto in coma farmacologico, avrebbe avuto la possibilità di capire che Riccardo si è reso conto che gli stavano sparando tanto che avrebbe cercato anche di fuggire ma la sua auto, dopo che è stato esploso il primo colpo d’arma da fuoco, è andata fuori strada. I bossoli recuperati appartengono alle due pistole rapinate alle guardie giurate. Al momento nessuno, tranne Sassi, sa se chi ha sparato è sceso dal furgone o se i colpi di pistola sono stati esplosi mentre il furgone era in corsa. L’Opel usato dai criminali ha sportelli posteriori. I banditi potrebbero avere sparato anche da qui. Ecco perchè, per trovare subito alcune conferme, diventa importante rintracciare il testimone oculare dell’agguato.(s.c.)
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