Il Tirreno

Pontedera

Inchiesta sul project la maggioranza nega la commissione

di Giacomo Pelfer
Inchiesta sul project la maggioranza nega la commissione

L’assemblea comunale del Pd si smarca da Gabbanini Il gruppo Pdl: «Per il Pd i problemi si sono risolti da soli»

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SAN MINIATO. All’inizio dovevano andare l’una dietro l’altra: dopo la commissione d’inchiesta sul fotovoltaico sarebbe arrivata quella sul project financing, come richiesto dal Pdl. È quanto prevede la delibera votata il 14 novembre dai consiglieri di centrodestra e del gruppo Pd, con il no di Sel e Comunisti Uniti. Una scelta che la maggioranza, adesso, ha deciso di rivedere, sottolineando l’inutilità di una commissione d’inchiesta e la necessità, piuttosto, di una discussione per valutare le possibili strade d’uscita dal pantano col Consorzio Etruria.

La linea è dettata dall’assemblea comunale Pd, con il sostegno di almeno i tre quarti dei consiglieri di maggioranza, ma digerita a fatica dal sindaco Gabbanini, che proprio sulla doppia commissione, in piena tempesta fotovoltaico, si era speso ed esposto in prima persona. A illustrare la nuova linea sono il segretario Massimo Baldacci e il capogruppo Simone Giglioli: «Il project è un’operazione complessa, su cui esistono giudizi politici molto differenti. È indispensabile compiere un bilancio dei risultati e dei costi sostenuti, definendo una linea su come andare avanti: quali opere portare a compimento e quali no, come eventualmente delineare una via di uscita. Non sono mai stati sollevati, invece, dubbi sulla regolarità degli atti o su comportamenti inficiati da conflitti d’interesse: non esistono perciò quelli che potrebbero essere gli unici oggetti di una commissione d’indagine. Occorre che il consiglio sia investito di strumenti appropriati, consentendo ai consiglieri di essere informati sulle trattative in atto, e alla giunta di condurle sulla base di indirizzi discussi in consiglio».

«Siamo alle comiche finali», protestano i consiglieri Pdl, che si dicono pronti a impugnare la delibera. «Evidentemente – dicono – per il Pd i problemi del project si sono risolti da soli. La commissione d’indagine è stata approvata dal consiglio in base a specifiche norme di legge: non è pertanto una gentile concessione dell’assemblea Pd, che non può dare o togliere a suo piacimento. L’inchiesta dovrà essere fatta. Pena una gravissima violazione della legge che definisce i poteri di controllo sull’operato dell’amministrazione; violazione alla quale il Pdl si opporrà con tutti gli strumenti legali e politici».

Tra le presunte irregolarità, il gruppo Pdl ricorda che «non è mai stata resa disponibile la delibera di approvazione del consiglio per il contratto stipulato con Consorzio Etruria e soci, che creerebbe un vulnus contrattuale e una grave responsabilità amministrativa. Senza dimenticare le rate semestrali che il Comune si è impegnato a sborsare fino al 2028, per un totale di circa 4,3 milioni di euro. Se tutto è in regola, nessuno avrà niente da temere, altrimenti è legittimo pensare che si voglia nascondere qualche cosa».

Diversa la posizione di Fabio Corsi dei Comunisti Uniti, che interviene sui rapporti tra Pd, Pdl e sindaco. «Ora – afferma – il Pd se ne esce fuori dicendo che l’impegno preso a suo tempo non è più vincolante. Ma perché questo ha causato botti e scintille tra il Pd e il sindaco? A voler essere maligni, si potrebbe pensare che la commissione sul project sia stata promessa dal sindaco sperando in un atteggiamento più morbido del Pdl all’interno della commissione d’inchiesta sul fotovoltaico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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