Attenzione
Alla fine Mercuzio contaminerà il Palio
Tutti e 4 i rioni di Pomarance raccontano la loro esperienza di teatro di massa con Punzo
POMARANCE. Alla fine la “prima” dei Mercuzi pomarancini, tutti quei rioni che con grande entusiasmo si sono messi in gioco, contagerà con tutta probabilità pure il tradizionale Palio. Parola di Simona Antoni, capitano del Gelso. «Con grande soddisfazione ci siamo lasciati coinvolgere da Armando Punzo in questa esperienza unica nel suo genere che forse sarà di ispirazione al Palio ormai della prossima edizione».
Il libro di Giulietta e Romeo in mano, una valigia portata da casa la “bandiera” del Gelso racconta il suo Mercuzio. «Leggendo la tragedia non avevo mai fatto caso a questo personaggio, che in realtà permette di declinare il suo significato nella vita di tutti i giorni». Sono circa 150 i pomarancini che gravitano intorno al rione ilGelso. Altrettanti sono riuniti sotto la bandiera di Paese Novo, capitanati da Giacomo Gazzarri. «Dopo esserci incontrati per la prima volta con Punzo – dice la sua – abbiamo fatto un gran lavoro di passa parola nel rione per coinvolgere tutti, all’inizio non è stato facile».
Coinvolgente. Curioso.emozionante. «Ho partecipato alle prime prove, il modo con cui tutto è organizzato ci aiuta a crescere anche a livello di allestimenti per quanto riguarda il nostro rione».
Orgoglio e stimoli anche per le strade del rione del Marzocco. «Proviamo veramente orgoglio di essere stati coinvolti da Punzo, spero solo che le massicce ferie che solitamente i pomarancini fanno a luglio non rovinino in parte la partecipazione», si racconta il rappresentante Mario Rossi. Per lui un po’ di imbarazzo, considerato che è abituato da sempre a fare il regista. «Oggigiorno fare cultura è una lotta costante, sono pochi i fondi a disposizione e soprattutto nelle realtà piccole si guarda alle iniziative artistiche e culturali con una certa distanza. Io in questo mi sento Mercuzio, come lui credo che se un uomo smette di fare cultura e di sognare, praticamente smette di vivere».
Con il suo libro “Profumo” di Suskind, partecipa a tutte le prove anche Marco Bettini del rione Il Centro. «Ognuno ha letto un pezzo del libro – parla della sua esperienza – all’inizio c’era un po’ di imbarazzo, ma con il fatto di essere in tanti, l’unione alla fine fa la forza». Ha ancora davanti agli occhi quella fila di gente in movimento, una dietro l’altra, con il braccio alzato e la mano “insanguinata”. Prossimo appuntamento lunedì alle 21 in piazza de Larderel.(f.s.)
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