Attenzione
«Sorpresi alle spalle e giù calci e pugni»
Il drammatico racconto di una delle due guardie giurate aggredite durante il colpo a Panorama. «Momenti terribili, erano delle furie»
PONTEDERA. «È successo tutto in un attimo. Siamo stati colpiti alle spalle subito dopo che avevamo aperto la cassaforte all’esterno del supermercato. Calci, pugni. Colpi fortissimi. I rapinatori erano armati, avevano il passamontagna». Marco Chericoni, 46 anni, di Pisa, è una delle due guardie giurate della Securpol di Pisa aggredite dai rapinatori durante l’assalto a Panorama. «Noi i sacchi con i soldi non abbiamo avuto neppure il tempo di toccarli, li hanno presi i rapinatori dopo averci picchiato», continua mentre è ancora sotto osservazione al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera. Il collega che era sceso insieme a lui dal furgone portavalori è stato dimesso a fine mattinata e ha raggiunto il commissariato per una lunga testimonianza dei terribili momenti dell’aggressione fino al momento in cui i banditi li hanno disarmati e sono fuggiti. «Il mio collega ha già lasciato l’ospedale – aggiunge Chericoni – io ho un dolore forte alla spalla, credo di essere stato colpito con il calcio di una pistola. Non era facile capire cosa succedeva. Ci colpivano con forza, non si fermavano». Chericoni è stato trattenuto al pronto soccorso dove nel pomeriggio è stato sentito a lungo dalla polizia. I banditi si sono fermati solo quando hanno messo le mani sul denaro e hanno lasciato stesi a terra le due guardie giurate. Mentre il collega che era rimasto sul furgone, come prevede la procedura imposta per sicurezza a chi si occupa del trasporto valori, si era allontanato dalla cassa blindata mettendo in salvo l’altro denaro che era all’interno del furgone. Quella a Panorama non era la prima sosta della mattina. E poi le guardie giurate non effettuano sempre gli stessi giri, come spiegano più volte i dipendenti della Securpol, proprio per evitare di rendersi un facile bersaglio.
«Posso solo dirvi che il prelievo del denaro è stato fatto secondo quella che è la procedura – spiega Giacinto Alberti, responsabile della sicurezza del gruppo Securpol di Pisa – . Il nostro equipaggio era regolare, composto da tre persone. Due sono scese per prendere il denaro e la terza guardia è rimasta alla guida del blindato che era parcheggiato a retromarcia vicino alla cassaforte. È avvenuto tutto in qualche frazione di secondo. Per fortuna le nostre guardie non sono ferite gravemente. Vi confermo che oltre ai soldi hanno rubato le pistole di servizio delle guardie giurate». Non una parola in più da parte dell’istituto di vigilanza, che ha subito inviato il proprio personale al supermercato per verificare cosa era accaduto e mettere in sicurezza la cassaforte saccheggiata. Ha ricostruito le varie fasi della rapina, passo dopo passo, la guardia giurata che era alla guida del furgone. «Il furgone era fermo a retromarcia vicino alla cassaforte – ha spiegato – li ho visti all’improvviso quando è iniziata la colluttazione. Mi sono allontanato subito. Ho ingranato la marcia, per poco non ne ho investivo uno», ha aggiunto il vigilante originario di Livorno e ora residente a Pisa. È stato lui il primo ad essere sentito dalla polizia mentre il personale della scientifica raccoglieva le impronte. Il centro Panorama è stato a lungo presidiato da poliziotti del commissariato di Pontedera, della questura di Pisa e di Firenze. Tutto questo sotto gli occhi sbigottiti e preoccupati dei clienti e dei passanti.«Ci siamo resi conto che c’era stata la rapina quando una delle guardie giurate aggredite è venuta a chiedere aiuto – dice Guido Vaglini della Silpres, l’azienda che si occupa della sicurezza a Panorama. “Ci hanno rapinato, chiama i carabinieri”. Così abbiamo dato l’allarme». (s.c.)
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